Palazzo di GIUSTIZIA di BARI, Facciamo il punto della situazione

(*) immagine tratta da Repubblica.

Bari -

La riunione indetta per oggi, su esplicita richiesta della USB, al Ministero della Giustizia sulla grave situazione ed i gravi disagi che stanno vivendo i lavoratori della Procura e del Tribunale di Bari ha visto la presenza del Direttore Generale del personale dr.ssa Barbara Fabbrini.

Va innanzitutto riconosciuto al Direttore Generale la grande sensibilità avuta sul tema e la determinazione con la quale ha voluto convocare tutte le sigle sindacali.

Una nota stonata in tutto l’incontro è arrivata proprio dalle rimostranze veementi, nei confronti di USB, di due sigle sindacali (CISL e COFINTESA) perché a parere loro non aveva legittimità a sedere a quel tavolo in quanto non firmataria del CCNL 2016-2018 funzioni centrali.

USB ha ricordato a questi signori che c’è in gioco il destino dei lavoratori e che la riunione, fissata tra l’altro su sollecitazione della sola USB, verteva sulla necessità di ridurre al minimo i disagi dei colleghi travolti dagli eventi, quindi quelle polemiche sterili e puerili erano fuori luogo.

Al di la di questi meschini e miserabili tentativi la USB ha sottolineato che sin dal 2011 si era fatta carico, nel tempo, di notiziare e documentare, con un libro bianco e con missive varie, le gravi carenze strutturali del palazzo di giustizia di via Nazariant.

Questa O.S. ha rappresentato al Direttore Generale la necessità di un tempestivo intervento nella situazione contingente per ridurre al minimo i disagi inevitabili e per tutelare l’integrità psico fisica dei lavoratori oltre che disporre l’immediato abbandono del palazzo da parte di tutti.

La d.ssa Fabbrini ha espresso il proprio rammarico per non avere incontrato le RSU di Procura e Tribunale nella sua recente visita a Bari, nonostante avesse fatto esplicita richiesta.

Si è impegnata a:

  • sollecitare l’immediato sgombero del palazzo per tutti i lavoratori;
  • ad accelerare le pratiche per l’individuazione di una struttura idonea a contenere tutto il personale, momentaneamente dislocato nelle sedi del vecchio palazzo, in Via Brigata Regina e nella sede distaccata di Modugno;
  • a procedere con interpello tra il personale interessato a prestare servizio nella sede di Modugno;
  • ad intervenire perché le RSU e gli RLS possano essere parte integrante della Conferenza Permanente per il funzionamento degli uffici giudiziari;
  • ad incontrare le RSU dei due uffici la prossima settimana quando interverrà a Bari per fare il punto della situazione.

Inoltre ha informato i sindacati che sono state già stanziate delle somme per l’inizio dei lavori alle casermette, prossima cittadella giudiziaria.

Crediamo che se alle parole seguiranno i fatti, e fermo restando che chi di dovere avrebbe potuto e dovuto intervenire in tempo utile, un primo timido passo verso i lavoratori è stato fatto.

La USB seguirà con attenzione la vicenda e interverrà in tutte quelle situazioni che potrebbero recare grave nocumento ai lavoratori, a dispetto di tutti coloro che vorrebbero allontanarla dai tavoli.

I lavoratori attraverso il loro voto e le adesioni hanno legittimato la USB e non saranno certo le intimidazioni a farla desistere dal portare avanti le battaglie a difesa dei diritti e della dignità degli stessi.

A questi sindacati suggeriamo piuttosto che accanirsi contro USB analizzassero i motivi della disaffezione dei lavoratori nei loro confronti.