CRONACA DI PRIMI CONTATTI!

Roma -

Il 26 giugno, il nuovo sottosegretario alla Giustizia con delega al personale Avv. Luigi Li Gotti, ha  incontrato la RdB P.I. La riunione è stata interlocutoria, tuttavia registriamo al momento la volontà  di ascolto  della controparte pubblica.

         Ci siamo presentati ancora una volta sgombri da ogni pregiudizio, ma decisi nella denuncia della drammatica situazione in cui versa il pianeta Giustizia in questo momento.

         Questa O.S. ha ribadito ciò che da anni manifesta: la Giustizia è molto lontana dai bisogni dei cittadini e l’Amministrazione presta pochissima attenzione ai lavoratori. La politica di smantellamento della Pubblica Amministrazione, portata avanti nell’ultimo decennio dai vari governi che si sono succeduti, non ha lasciato indenne la Giustizia.

La RdB P.I. ha precisato che è fuori da ogni logica pensare di offrire un servizio più efficace ed efficiente alla cittadinanza: riducendo le piante organiche, aumentando i carichi di lavoro, sottraendo risorse economiche, sprecando denaro in consulenze inutili, esternalizzando i servizi, eliminando migliaia delle postazioni di posta elettronica, e tutto quanto abbiamo denunciato nel nostro dossier sulla Giustizia.

I problemi che affliggono i lavoratori della Giustizia sono tanti, se ad essi aggiungiamo la beffa della mancata progressione di carriera ed il conseguente blocco degli interpelli si può facilmente intuire lo stato d’animo dei dipendenti giudiziari.

La RdB P.I. ha già preannunciato al sottosegretario che il prossimo autunno sarà molto caldo se non ci sarà un’efficace e pronta risposta: alla ricollocazione di tutto il personale attraverso il reperimento di risorse economiche fresche, al rispetto della sicurezza sui luoghi di lavoro, alla pubblicazione degli interpelli, ad una corretta applicazione della legge 104/92 e dell’art. 42 bis, ad un aumento degli organici nonché ad una seria politica sulla Giustizia che non basi le sue riforme sul “Costo Zero”.

Attendiamo la convocazione ufficiale e le risposte che la nuova Amministrazione vorrà darci, questa volta sia chiaro però che vogliamo fatti e non parole.

I lavoratori della Giustizia non sono più disposti ad avere pazienza.