DIFFIDARE L’AMMINISTRAZIONE: MA PER COSA?

DIFFIDARE L’AMMINISTRAZIONE: MA PER COSA?

Vi ricordate il 26 aprile del 2017 quando le solite O.S. firmarono con l’Amministrazione, in tutta fretta, l’ennesimo accordo a perdere per i lavoratori?

Con il suddetto accordo l’amministrazione ha incassato immediatamente:

  • la revisione dei profili professionali con aumento delle mansioni per tutti a costo zero;
  • l’introduzione di profili tecnici a scapito di quelli esistenti che hanno subito una riduzione della dotazione organica per effetto dell’invarianza di spesa.

I lavoratori invece dopo due anni e 4 mesi che hanno incassato?.

Solo un ristretto numero di dipendenti si è riqualificato con il 21/quater (1301 cancellieri su 5689 e 639 unità personale unep su 1394) e scarso il 50% dei lavoratori ha avuto un progressione economica. 

Ma tutti gli altri lavoratori? Aspettano inutilmente che i desideri e le promesse irrealizzabili divengano realtà. Eppure i sindacati firmatari lo sapevano bene. C’è quindi un sindacato che fa politica: accetta di firmare con gli amici al governo per poi riscoprirsi rivoluzionario un momento dopo con il governo non amico.

Ai lavoratori deve essere chiaro che, per quanto riguarda il 21/quater:

  • nessun incremento economico viene riconosciuto per il passaggio all’area superiore, vi è solo un aggravio di responsabilità;
  • l’inquadramento nell’area superiore avviene a fronte di un’assunzione dall’esterno fermo restando la disponibilità nella dotazione organica.

Alcune categorie di dipendenti sono state invece completamente dimenticate o sono oggetto di fantomatiche promesse da parte dell’Amministrazione e dei sindacati firmatari:

  1. gli ausiliari: sono stati riconfermati i 270 passaggi ad operatore ricalcano i numeri del CCNI del 2010 a cui non si era dato seguito, senza fare sforzi per incrementare questi numeri già ridicoli dopo 10 anni.
  2. i tecnici (contabili, informatici e linguistici): accontentati da vaghe promesse di estensione della procedura del 21/quater e coinvolti in spiccioli di progressione economica;
  3. gli statistici: non considerati quando si trattò di fare i bandi per le posizioni super e particolarmente penalizzati nelle procedure delle progressioni economiche;
  4. i funzionari dell’organizzazione, ridotte a poche unità completamente dimenticati;
  5. i direttori amministrativi: neanche citati perché non hanno ad oggi possibilità di passaggio di area, hanno avuto solo il nome cambiato e maggiori incombenze;

Per le progressioni economiche si sono creati degli effetti nefasti, ma prevedibili:

  • il personale con maggiore anzianità di servizio è stato penalizzato dai criteri adottati per la formazione della graduatoria;
  • i cancellieri vincitori del 21/quater, esclusi dalla partecipazione alle progressioni economiche, otterranno meno dei colleghi “idonei” che hanno potuto partecipare ad entrambe le procedure.

Ora che i nodi vengono al pettine, come purtroppo aveva segnalato USB a cui l’accordo era apparso da subito irricevibile, viene chiesto, proprio da questi sindacati apparentemente sbadati, l’intervento dei lavoratori.

Ma chi ha firmato l’accordo? I lavoratori o le organizzazioni sindacali? E allora perché coloro i quali lo hanno firmato non fanno valere le proprie ragioni, in un’aula di tribunale? Forse perché è meglio rimanere ancora una volta nell’ambiguità e tenere i lavoratori legati a se?

Forse perché sanno, come sapevano tutti, che nulla era esigibile, ma era necessario firmare per non disturbare gli amici del governo? Forse perché è solo l’ennesimo tentativo per far credere ai lavoratori che si sta facendo qualcosa per loro?

A suo tempo la USB chiese di far esprimere i lavoratori con un referendum tra il personale prima della firma, per chiedere se l’accordo andasse o meno sottoscritto, ma in quel caso l’iniziativa venne ostacolata in tutti i modi anche dalla democratica a parole, CGIL: allora il parere dei lavoratori non era importante, non era importante che i lavoratori prendessero coscienza dell’accordo.

I lavoratori dovrebbero una volta per sempre capire che c’è chi fa un sindacato che ammicca alla politica e chi no.

USB da sempre si impegna e lotta per la difesa dei diritti di tutti i lavoratori indipendente dai governi rossi o gialli o verdi che siano.