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            <title>Rss Feed giustizia.usb.it</title>
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            <description>Le ultime notizie di giustizia.usb.it</description>
            <language>it-it</language>
            
                <copyright>Unione Sindacale di Base</copyright>
            
            <pubDate>Fri, 28 Aug 2026 16:33:05 +0200</pubDate>
            <lastBuildDate>Fri, 28 Aug 2026 16:33:05 +0200</lastBuildDate>
            
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                        <pubDate>Fri, 31 Jul 2026 15:25:00 +0200</pubDate>
                        <title>GLI UFFICI HANNO FAME. IL MINISTERO DÀ LE BRIOCHES, MA SOLO AD ALCUNI</title>
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		                        		https://giustizia.usb.it/leggi-notizia/gli-uffici-hanno-fame-il-ministero-da-le-brioches-ma-solo-ad-alcuni-2012.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>La vicenda del personale PNRR destinato alle sezioni stralcio immigrazione non è un episodio isolato né un errore organizzativo. È l'ennesima dimostrazione di un modo di concepire l'amministrazione della Giustizia che si trascina da anni.</p>
<p>Gli uffici giudiziari soffrono di una cronica carenza di personale. Non da qualche mese, ma da decenni. Eppure, invece di affrontare questa condizione come un problema strutturale che incide sul diritto dei cittadini ad avere una giustizia efficiente, si continua a intervenire inseguendo le priorità politiche del momento, che oggi fanno sì che si concentrino risorse sulle sezioni immigrazione. Nel frattempo, il resto degli uffici continua a sopravvivere grazie all'impegno di lavoratrici e lavoratori che tengono in piedi il servizio pubblico con mezzi sempre più scarsi.</p>
<p>Sia chiaro: prorogare il personale PNRR è stata una scelta condivisibile. Sarebbe stato assurdo disperdere professionalità già formate mentre gli uffici sono in evidente sofferenza, così come continua a essere assurdo limitarsi a rinviare il problema di tre mesi. Ma la proroga di un contratto non può essere vissuta come una sorta di favore da ricambiare con l'accettazione passiva di qualsiasi condizione organizzativa. Nessun lavoratore dovrebbe sentirsi in dovere di ringraziare perché, dopo aver ottenuto la proroga, viene lasciato per settimane senza una postazione, senza strumenti adeguati o addirittura senza essere impiegato nelle attività per cui&nbsp;quella proroga è&nbsp;stata prevista dalla&nbsp;legge.</p>
<p>Del resto, il personale della Giustizia conosce bene questa logica. È il personale peggio retribuito dell'intera pubblica amministrazione, con un salario accessorio che continua a essere largamente inferiore a quello riconosciuto in altri comparti dello Stato. È un personale a cui vengono chiesti livelli sempre più elevati di competenza e responsabilità, ma che vede sistematicamente negati adeguati riconoscimenti economici e professionali.</p>
<p>Le nuove famiglie professionali, che avrebbero dovuto valorizzare le competenze acquisite, hanno prodotto l'effetto opposto. Le recenti progressioni tra le aree rappresentano emblematicamente questa contraddizione: molti dipendenti rischiano di essere costretti a lasciare il proprio ufficio e la propria città per ottenere una crescita professionale che dovrebbe invece valorizzare l'esperienza maturata proprio nel luogo in cui lavorano. Una prospettiva che mortifica le professionalità invece di premiarle.</p>
<p>Nel frattempo, ogni riforma della Giustizia viene scaricata sugli uffici senza che vi sia un adeguato investimento nell'organizzazione, nella formazione e nelle risorse. Le lavoratrici e i lavoratori sono lasciati soli a tradurre in pratica norme che cambiano continuamente, mentre l'Amministrazione troppo spesso si limita a pretendere risultati senza fornire gli strumenti necessari per conseguirli.</p>
<p>A questo si aggiunge una peculiarità che distingue il Ministero della Giustizia da gran parte delle altre amministrazioni pubbliche. Le principali posizioni di vertice sono ricoperte da magistrati, e questo finisce inevitabilmente per produrre una sovrapposizione tra funzioni giurisdizionali e funzioni di amministrazione del personale. Al di là del merito delle singole vicende, la magistratura interviene anche su questioni che riguardano l'organizzazione del lavoro e l'applicazione del contratto collettivo, materie che dovrebbero essere governate secondo le regole proprie delle relazioni sindacali e dell'amministrazione pubblica. È una commistione che nel tempo ha contribuito ad alimentare molte delle distorsioni che oggi&nbsp;denunciamo.</p>
<p>La storia del personale PNRR ci dice una cosa molto semplice. Il problema non sono le sezioni immigrazione. Il problema è un'amministrazione che continua a spostare lavoratori da un'emergenza all'altra senza affrontare la vera emergenza: la mancanza di una politica capace di investire stabilmente nella Giustizia e nelle persone che ogni giorno la fanno funzionare.</p>
<p>Gli uffici non hanno bisogno di interventi simbolici né di operazioni di facciata. Hanno bisogno di personale, di salari dignitosi, di percorsi di carriera seri, di rispetto professionale e di un'organizzazione finalmente pensata per garantire un servizio pubblico essenziale ai cittadini, non per inseguire le convenienze&nbsp;della politica del&nbsp;momento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB PI Giustizia</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 17 Jul 2026 19:25:00 +0200</pubDate>
                        <title>EDILIZIA GIUDIZIARIA AL COLLASSO:FATALITÀ O RESPONSABILITÀ POLITICA?</title>
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		                        		https://giustizia.usb.it/leggi-notizia/edilizia-giudiziaria-al-collassofatalita-o-responsabilita-politica-1750.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Il crollo del Tribunale di Bolzano con conseguente ferimento di una addetta alle pulizie non è una tragica casualità e non si è trasformato in una strage per pura fortuna.</p>
<p>Ipotizzare la colpa ai lavori in corso o posticipare ogni valutazione all'esito delle (pur necessarie) indagini porta alla solita rassicurante ma non risolutiva tentazione di deresponsabilizzare un sistema che da anni USB denuncia.<br /> Occorre cioè non tacere le responsabilità politiche e istituzionali delle gravi criticità strutturali in cui versa l'edilizia pubblica in generale e quella giudiziaria e scolastica in particolare.&nbsp;<br /> E proprio negli uffici giudiziari, deputati a giudicare la responsabilità civile e penale di chi violi le normative dello Stato, lo Stato stesso viola reiteratamente le norme in materia di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro, con continua sottoposizione a condizioni lavorative degradanti e pericolose.<br /> Infiltrazioni, porte e finestre rotte, crolli, mancanza di sistemi di raffrescamento e riscaldamento adeguati, invasioni di ratti e blatte, archivi e spazi di lavoro insufficienti, inadeguati &nbsp;a lavorare e a ricevere il pubblico, in alcuni casi addirittura con dichiarazioni di inagibilità, assenza o malfunzionamenti continui di ascensori, inesistenza di uscite e scale di sicurezza, di dispositivi di rilevazione dei fumi e antincendio...</p>
<p>Domenica, fortunosamente in assenza di persone, il distacco di un blocco di marmo da una colonna del palazzo di giustizia di Genova; qualche mese fa il distacco di due lastroni di marmo posti sulla facciata del Palazzo di Giustizia di Alessandria che sono precipitati vicino al portone principale sulla strada pubblica.</p>
<p>Il crollo si inserisce in un quadro di grave e generale inadeguatezza delle strutture, più volte denunciate da sindacati, dal personale amministrativo e giudiziario, spesso al centro delle cronache locali e nazionali e di varie passerelle politiche strumentali che però non hanno prodotto alcun reale risultato.</p>
<p>Questo fatto gravissimo non stupisce chi quotidianamente varca le porte degli uffici giudiziari e scolastici e mette in evidenza le reali necessità del Paese sotto diversi profili, anzitutto quello della sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici.</p>
<p>Questi eventi sono emblematici di scelte politiche che non investono nella giustizia, nell'edilizia pubblica, nella sanità, nell'istruzione, tutti settori fondamentali in uno Stato civile.<br /> I lavoratori e le lavoratrici del Ministero della Giustizia rifiutano una Giustizia che nel nostro Paese cade, figurativamente e letteralmente, a pezzi.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 30 Jun 2026 19:25:00 +0200</pubDate>
                        <title>LE CHIAMANO PROGRESSIONI…MA SONO L’ENNESIMO PASSO INDIETRO</title>
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		                        		https://giustizia.usb.it/leggi-notizia/le-chiamano-progressionima-sono-lennesimo-passo-indietro-1821.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p><strong>È stata pubblicata</strong>, dopo una lunga ed estenuante attesa e a pochissimi giorni dall’ultima data utile, <strong>la procedura di progressione in deroga</strong> ai sensi dell’art. 18, comma 6, del C.C.N.L. 2021/2024 <strong>per il</strong> personale giudiziario appartenente al <strong>dipartimento dell’organizzazione giudiziaria</strong>.</p>
<p>Quello che poteva essere <strong>un risultato potenzialmente positivo</strong> per le lavoratrici e i lavoratori che da ormai troppo tempo attendevano una possibilità di progredire professionalmente, <strong>si è rivelato l’ennesimo passo indietro da parte del Ministero della Giustizia</strong> e un modo, anche abbastanza maldestro, per poter rivendicare un’azione senza che questa comporti reali benefici per il personale.</p>
<p><strong>Le criticità principali del bando:</strong></p>
<p>&nbsp;</p><ul> 	<li> 	<p>Ancora una volta, una parte del personale viene lasciata indietro. Gli appartenenti all’ex area ausiliari resteranno fermi al palo, senza sapere per quanto tempo ancora. Allo stesso modo, gli idonei in attesa dello scorrimento della graduatoria formatasi dopo l’ultima procedura interna vedono sfumare l’ennesima possibilità di non sentirsi più figli di un dio minore;</p> 	</li> 	<li> 	<p>L’articolo 1 del bando fa riferimento a <em>1.500 unità di personale che saranno ripartite, sull’intero territorio nazionale, all’esito della rimodulazione delle piante organiche</em>. Questa formulazione lascia intendere che centinaia di lavoratrici e lavoratori saranno chiamati a sacrificare la propria vita personale e familiare per una progressione realizzabile solo attraverso uno spostamento, forse anche molto distante, dall’ufficio di appartenenza.</p> 	</li> </ul><p>Un altro punto dolente riguarda il prevalere, ancora una volta, di una logica perversa, tipica delle OO.SS. firmatarie, che tende a fare gli interessi di una determinata categoria a discapito di altre. In questo modo, si rinuncia a una visione complessiva del personale e si alimenta un approccio settoriale, nel solco della stessa logica che negli anni ha favorito il “tutti contro tutti”.</p>
<p>Ai tavoli, la USB ha sempre denunciato questa stortura. La sua voce fuori dal coro ha spesso contribuito a&nbsp;evitare vere e proprie ingiustizie.</p>
<p>La USB denuncia ancora una volta queste discriminazioni e afferma con forza che <strong>queste progressioni</strong> rappresentano<strong> l’ennesima presa in giro del personale giudiziario</strong>. È una scelta portata avanti da un Ministero e da sindacati complici che puntano a pulirsi la coscienza, senza offrire reali benefici a chi sostiene ogni giorno il peso di un servizio ai cittadini reso sempre più complesso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>LA USB DICE NO A QUESTO SCEMPIO MA SOPRATTUTTO</strong></p>
<p><strong>NON CHIAMATELE PROGRESSIONI, SE IL PERSONALE CONTINUA A PAGARE IL CONTO</strong></p>
<p>USB P.I. – Giustizia</p>
<p>Coordinamento nazionale</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 19 Jun 2026 12:44:25 +0200</pubDate>
                        <title>Ciao Gianluigi, ciao Corrado</title>
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		                        		https://giustizia.usb.it/leggi-notizia/ciao-gianluigi-e-corrado-1254.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Sono venuti a mancare, in questi giorni, due colleghi del Ministero della Giustizia in servizio presso il Gabinetto del Ministro: <strong>Gianluigi Lombardi</strong> e <strong>Corrado Nanni</strong>.</p>
<p class="text-justify"><br /> Gianluigi è stato, a tutti gli effetti, una colonna dell’Ufficio Stampa. Siciliano di nascita, trasferito a Roma, era una persona buona e sincera, sempre pronta a offrire una parola di sostegno. Professionista di grande valore, formatosi come informatico, faceva parte della redazione del sito “Giustizia”, alla cui costituzione aveva contribuito fin dai tempi del Ministro Fassino.</p>
<p class="text-justify"><br /> Corrado ha svolto il suo lavoro di ausiliario presso il Gabinetto con dedizione, portando sempre con sé la sua naturale allegria. La grande esperienza maturata prima presso la Procura di Roma e successivamente alla Direzione Generale del personale e della formazione gli ha consentito di contribuire con competenza a sbrogliare situazioni lavorative complesse.&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><br /> <em>Entrambi i colleghi hanno condiviso con noi l’impegno per i diritti dei lavoratori e per la difesa e il rilancio del servizio giustizia.</em><br /> <strong>Dal Coordinamento nazionale della USB Giustizia giunga tutta la nostra solidarietà e la nostra vicinanza alle famiglie dei nostri amici.</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 12 Jun 2026 19:25:00 +0200</pubDate>
                        <title>E QUINDI ERA MEGLIO LO SCIOPERO?</title>
                        <link>
                        	
                        			
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Scriveva qualcuno che la storia si presenta sempre due volte: la prima come tragedia, la seconda come farsa. Al Ministero della Giustizia, con le stabilizzazioni PNRR, vanno in scena insieme. La tragedia è quella dei 1.500 appesi a un filo. La farsa è tutto il resto.</p>
<p>L’ultimo atto è del 10 giugno. Il Consiglio dei Ministri vara un decreto-legge che definisce per via legislativa i compiti degli addetti all’Ufficio per il Processo, scavalcando il contratto integrativo firmato appena sei settimane prima. E nel giro di poche ore i sindacati firmatari di quel contratto, gli stessi che lo avevano presentato come una conquista, scrivono al Ministro per minacciare il ritiro della propria firma.</p>
<p><strong>Questa è la farsa.</strong></p>
<p><strong>NON SERVIVA LA SFERA DI CRISTALLO</strong></p>
<p>Il 3 giugno abbiamo pubblicato un comunicato che diceva esattamente questo: la cosiddetta stabilizzazione non è un investimento ma un <strong>assorbimento</strong>, finanziato in larga parte con i risparmi di cessazione, una partita di giro contabile. E da quella struttura economica discendono, come conseguenze necessarie, le famiglie professionali distorte, le mansioni «residuali» usate come valvola di sfogo delle carenze di organico, il conflitto artificiale tra lavoratrici e lavoratori, l’esclusione di circa 1.500 persone.</p>
<p>Non era una profezia. Era l’analisi delle premesse. <strong>Chi ratifica un impianto senza contestarne le fondamenta, poi ne insegue gli effetti.</strong></p>
<p>Se lo vadano a rileggere. È ancora lì, su giustizia.usb.it.</p>
<p><strong>HANNO PASSATO MESI A VANTARSI…</strong></p>
<p>A gennaio, i firmatari scrivevano in un comunicato congiunto che il risultato delle stabilizzazioni «non è frutto di scioperi sterili o di slogan gridati fuori dai palazzi», e che «c’è chi sceglie la piazza per nascondere la propria irrilevanza ai tavoli decisionali». A novembre, uno di loro sintetizzava la propria filosofia così: «chi firma porta risultati, chi si astiene resta a guardare».</p>
<p>Hanno passato mesi a vantarsi di sedersi ai tavoli un giorno sì e l’altro pure. Hanno demonizzato lo sciopero, lo strumento che la Costituzione consegna alle lavoratrici e ai lavoratori, derubricandolo a folklore per irrilevanti. Hanno spiegato a tutto il comparto che la partecipazione e il conflitto erano residuati del passato, e che la modernità stava nella firma.</p>
<p>Sei settimane dopo la firma, il governo li ha scavalcati per decreto. Si sentono presi in giro perché sono stati trattati da passacarte.</p>
<p>E allora la domanda è inevitabile: <strong>un sindacato che rinuncia alla propria dimensione di base per abbracciare totalmente quella burocratica e conciliativa, non ha forse il doppio delle possibilità di essere preso in giro?</strong> Chi disarma se stesso non deve aspettare che lo disarmi la controparte.</p>
<p><strong>…E ORA VOGLIONO BLOCCARE TUTTO?</strong></p>
<p>Sia chiaro: scavalcare per via legislativa, in maniera unilaterale, una prerogativa sindacale qual è la contrattazione che disciplina l’ordinamento professionale, <strong>richiederà più di qualche riflessione</strong>. Ma non arriva inaspettatamente: questo modo di condurre le relazioni sindacali era nell’aria da ben prima del 10 giugno. Oggi apre gli occhi perfino chi è sempre stato veloce di firma.</p>
<p>Nella nota dei firmatari, però, c’è un inciso che va letto parola per parola. Annunciando il possibile ritiro delle firme, scrivono che ne discenderebbero «di pieno diritto, tutte le conseguenze amministrative e normative che ne costituiscono il corollario: il venir meno delle famiglie professionali riferite al ruolo UPP e, con esso, <strong>l’impossibilità di procedere alle relative assunzioni</strong>, le ricadute sulle dotazioni organiche, nonché ogni ulteriore effetto, anche di natura patrimoniale e contabile, connesso a tale circostanza».</p>
<p>Quell’inciso ammette tre sole letture.</p>
<p><strong>Se ci credono davvero</strong>, è un tradimento senza precedenti nei confronti di migliaia di persone che si sono sottoposte alla procedura di stabilizzazione, quella stessa procedura che i firmatari rivendicano di aver disegnato, quando a novembre annunciavano l’intesa sui «criteri equi» come una propria conquista. <strong>Tradire i lavoratori, e i più fragili tra loro, i precari, è una macchia indelebile nella storia di un sindacato.</strong> Non si cancella con il comunicato successivo.</p>
<p><strong>Se invece ululano alla luna</strong>, stanno deliberatamente creando allarmismo per tenere in ostaggio psicologico migliaia di lavoratrici e lavoratori già allo sfinimento, senza certezze, a meno di tre settimane dalla scadenza dei contratti. Usare l’angoscia delle persone come leva per riconquistare una sedia al tavolo.</p>
<p><strong>Se infine, come temiamo, non c’è né l’uno né l’altro</strong>, se quell’inciso è solo la reazione di pancia di chi ha firmato senza progetto e si è scoperto scavalcato senza rimedio, una reazione avvertita quasi come doverosa di fronte a una prerogativa violata, allora siamo davanti a organizzazioni che improvvisano sul destino di migliaia di persone. E chi improvvisa non governa le conseguenze: le subisce, e le fa subire, dove capita, a chi capita, quando capita.</p>
<p><strong>In tutti i casi: indifendibile.</strong></p>
<p>Indifendibile, e qualcosa di più: corrosivo. Perché chi ha attraversato anni di precariato e il filtro di una prova, e a un passo dal traguardo si vede minacciato proprio da chi dovrebbe rappresentarlo, non perde fiducia in una sigla: la perde nel sindacato come strumento. È una sfiducia che non si ferma ai confini di chi l’ha generata e contagia tutto il sindacalismo. Lavoratrici e lavoratori più soli: ecco il «risultato storico» di tanta «responsabilità».</p>
<p>E ancora. Nel repertorio di un sindacato un blocco esiste, ed è legittimo, antico e perfino costituzionale: il blocco della prestazione lavorativa. Se invece di minacciare oggi il blocco delle assunzioni avessero organizzato ieri il blocco del lavoro, il conto forse sarebbe diverso. Non 9.368: il numero integrale. <strong>Includendo tutte e tutti.</strong></p>
<p><strong>PAROLA D’ORDINE: STRUMENTALIZZAZIONE</strong></p>
<p>A gennaio rivendicavano la paternità delle 9.368 stabilizzazioni, definendole un «risultato storico» ottenuto grazie alla «strada della responsabilità». A giugno minacciano di farle saltare.</p>
<p>Lo stesso numero: prima esibito come trofeo, ora impugnato come arma. Ma le 9.368 stabilizzazioni non sono né l’uno né l’altra. Sono vite, famiglie, anni di lavoro dentro gli uffici giudiziari.</p>
<p>E proprio all’ultima curva, questo enorme contingente di lavoro precario viene strumentalizzato in modo palese e disarmante. Dal governo, che per una novantina di giorni lo userà per tappare buchi nelle sezioni immigrazione. Dai firmatari, che provano a salvarsi <strong>dal proprio fallimento</strong> tenendo in ostaggio migliaia di lavoratrici e lavoratori. <strong>Chi li tratta come merce di scambio ha già detto tutto di sé.</strong></p>
<p><strong>SÌ, ERA MEGLIO LO SCIOPERO</strong></p>
<p>Questa vicenda è un monito, e vale per tutti.</p>
<p>Chi firma cercando riconoscenza da parte di chi ha firmato insieme a lui, finisce così: malissimo. A maggior ragione se, per arrivare a quella firma, ha spiegato al comparto che le lotte delle lavoratrici e dei lavoratori erano «irrilevanza di piazza», cioè l’unico strumento che la controparte non può scavalcare per decreto.</p>
<p><strong>Perché è stata la lotta a creare la stabilizzazione, non le firme.</strong> Sono stati due scioperi nazionali, le assemblee, le piazze «sterili» a costringere all’ampliamento dei posti da 6.000 a 9.368. E arrogarsi il diritto di riscrivere questa storia con la <em>Replay</em>, la penna che alle medie prometteva di cancellare gli errori e lasciava sempre l’alone, più che una strategia comunicativa sembra una crisi d’identità sindacale. Di quelle profonde, che di solito richiedono un percorso. Auguriamo loro di ritrovarsi. Forse.</p>
<p>Per noi nulla cambia: <strong>la vertenza resta aperta finché ogni lavoratrice e ogni lavoratore escluso non avrà la possibilità di firmare un contratto a tempo indeterminato.</strong> Proroga vera, subito, per tutte e tutti. Il resto è farsa, e l’abbiamo già vista.</p>
<p><strong>USB Pubblico Impiego – Giustizia</strong></p>
<p>Roma, giugno 2026</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 11 Jun 2026 19:25:00 +0200</pubDate>
                        <title>USB AVVERTE MINISTERO E &quot;FIRMATARI&quot;: GIÙ LE MANI DA STABILIZZAZIONI E PROGRESSIONI IN DEROGA</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Ormai da tempo ci hanno abituati ai colpi di scena, ma l’ultimo non ha precedenti e mentre ci si interroga, a diciannove giorni dalla scadenza, sul futuro di dodicimila contratti di lavoro, arriva il colpo di grazia.</p>
<p>Il Viceministro Sisto ieri annuncia un decreto-legge del Consiglio dei ministri, il cui testo non è ancora disponibile, che definisce i compiti degli addetti all’Ufficio per il Processo, la parte numericamente più consistente dei lavoratori in attesa di stabilizzazione.</p>
<p>Non ha tardato ad arrivare la reazione scomposta dei sindacati firmatari del nuovo ordinamento professionale e delle conseguenti famiglie, da loro rappresentato come grande conquista: la minaccia di ritirare la propria firma sul CCNI paventando il rischio - e assumendosi la responsabilità - di bloccare tutte le dodicimila assunzioni e conseguentemente le previste 2000 progressioni verticali in deroga che da anni i lavoratori e le lavoratrici del Ministero attendono.</p>
<p><strong>Si tratta di un attacco diretto alle lavoratrici e ai lavoratori della giustizia.</strong></p>
<p>Sebbene ci sentiamo di escludere rischi concreti in questo senso, è certo che, qualora si dovesse concretizzare questa possibilità, USB non rimarrà a guardare.</p>
<p>USB ha più volte evidenziato, per ultimo nel comunicato del 3 giugno, che la cosiddetta stabilizzazione non rappresenta un reale investimento, quanto piuttosto un mezzo per riempire parte dei gravi vuoti di organico sostenuti per decine di anni dal personale in servizio.</p>
<p>Le famiglie professionali che avrebbero dovuto essere una soluzione, nella realtà sono un inganno: una formulazione vaga che rischia di perpetrare e mettere a regime il sistema del “tutti fanno tutto”.</p>
<p>Quanto alla forma, <strong>USB condanna la modalità di scavalcare per via legislativa, in modo unilaterale, una prerogativa sindacale</strong> quale la contrattazione che disciplina l’ordinamento professionale.</p>
<p><strong>È un precedente grave e pericoloso: le mansioni dei lavoratori e delle lavoratrici </strong>non possono essere modificate per decreto, a seconda degli umori del governo e degli interlocutori di turno.</p>
<p>Ma le esplicite minacce dei firmatari, in questa fase, risultano altrettanto pericolose e inaccettabili.</p>
<p><strong>Il ruolo del sindacato è difendere i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori: </strong>da un lato, il personale a tempo indeterminato che da anni aspetta un legittimo e sacrosanto avanzamento di carriera e che in tutti questi anni ha lavorato con senso di responsabilità e di abnegazione; dall’altro, dodicimila persone e le loro famiglie che dal 2022 lottano per la stabilizzazione.</p>
<p>Di questi ultimi, ricordiamo che nessuno sa se e dove lavorerà il primo luglio: non sono pubblicate le graduatorie e nemmeno i posti disponibili per distretto di Corte d’Appello e, a cascata, per ufficio con tutte le incertezze legate non solo al posto di lavoro ma anche ai contratti di locazione e all’assistenza sanitaria regionale, per i fuori sede.</p>
<p><strong>Non si gioca con la vita di migliaia di lavoratrici e lavoratori: è arrivato il momento di pretendere rispetto e risposte.</strong></p>
<p>Anzitutto dal governo, che promette e non mantiene.</p>
<p>Che progetto può mai essere quello di assegnare circa 1.500 persone, con una proroga di soli tre mesi, alle sezioni specializzate in materia di immigrazione per tappare altri buchi? Tre mesi, oltretutto nel periodo feriale. È uno scherzo? Non basta neppure il tempo per formarsi adeguatamente. Anche questa è una plastica dimostrazione di questo governo in materia di immigrazione.&nbsp;&nbsp;</p>
<p><strong>Rispetto: è questo ciò che manca nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori di questo Ministero. Pretendiamo risposte immediate e decisioni serie. Il Governo la smetta di tirare fuori dal cilindro soluzioni improvvisate e di affidare il destino di migliaia di persone a scelte estemporanee e prive di programmazione. Le lavoratrici e i lavoratori non sono pedine da spostare all'occorrenza né numeri su cui sperimentare l'ennesima misura tampone: meritano certezze, prospettive e un progetto vero.</strong></p>
<p><strong>USB, che firmi o non firmi, sicuramente non resterà a guardare lo scempio posto in essere dal governo e dai sindacati collaborazionisti sulla pelle delle lavoratrici e dei lavoratori. </strong></p>
<p>&nbsp;Roma, 11 giugno 2026<strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;USB P.I. – Giustizia</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 19:25:01 +0200</pubDate>
                        <title>BASTA FATTI, VOGLIAMO PROMESSE: DI STABILIZZAZIONI, FAMIGLIE PROFESSIONALI E FUTURO PROSSIMO DEL LAVORO NELL&#039;AMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi giorni, il dibattito sulla stabilizzazione del personale PNRR e sulle nuove famiglie professionali ha raggiunto nuovamente i giornali nazionali. Comunicati, dichiarazioni, polemiche: USB ha seguito tutto con attenzione, e con preoccupazione crescente. Preoccupazione non solo per lo scontro in sé, ma soprattutto per la narrazione divisiva che sta prendendo piede. Una direzione che frammenta invece di unire e che rischia di produrre danni insanabili.</p>
<p>Questo comunicato è il nostro tentativo di ricostruire correttamente quello che è successo, proporre strumenti per risolvere realmente i punti di frizione e scongiurare uno scontro costruito a tavolino.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>LAVORARE MENO, LAVORARE TUTTI.</strong></p>
<p>Articoli di giornale, comunicati unitari, singoli, a due a due. Convegni, tavoli, assemblee. Eppure, il concetto è semplice, evidentemente qualcuno se lo è perso per strada: <strong>“lavorare meno, lavorare tutti”</strong><strong>.</strong> Nella Giustizia significa costruire un luogo di lavoro diverso da quello attuale, in cui ognuno fa ciò per cui è davvero pagato e non passa il tempo a coprire carenze decennali che qualcuno ha scelto di non colmare.</p>
<p><strong>Non è utopia.</strong> È quello che succede quando gli organici sono adeguati. Il problema è che non lo sono, e che la scelta di non renderli tali ha conseguenze precise: su chi lavora, su come si lavora, e su quello che in questi mesi si è trasformato in una guerra tra poveri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>STABILIZZAZIONE O ASSORBIMENTO?</strong></p>
<p>Tre anni di lotta, fianco a fianco con i lavoratori sin dal 2022, hanno strappato 9.368 stabilizzazioni su circa 11.000 precari in servizio. Non un regalo bensì una conquista di chi è sceso in campo per preservare il proprio posto di lavoro. Parziale, insufficiente, ma reale proprio perché qualcuno non ha smesso di lottare. Vale la pena però chiamare le cose con il loro nome, perché il modo in cui si è arrivati a quel numero dice molto su dove si andrà.</p>
<p>Quella che viene presentata come stabilizzazione è, nella sua parte maggioritaria, un <strong>assorbimento. </strong>La copertura finanziaria si regge sui risparmi di cessazione: stipendi liberati da chi è andato in pensione o ha lasciato il servizio, rimessi in circolo per finanziare i nuovi contratti. La spesa totale non cresce. Le uniche risorse davvero fresche sono i 2.600 posti funzionari e i 400 assistenti della legge di bilancio 2025, più i 1.947 posti nati dalla riforma Cartabia e portati a quel numero dando fondo a quanto l'amministrazione poteva ancora mobilitare. <strong>Tutto il resto è una partita di giro.</strong></p>
<p>e nuove famiglie professionali non sono una visione moderna del lavoro giudiziario. Sono il precipitato inevitabile di una struttura economica che ha scelto di assorbire invece di investire. Il ragionamento si fa sulle cessazioni: chi va in pensione libera uno stipendio, quello stipendio finanzia una stabilizzazione, il monte salariale rimane invariato e qualcuno la chiama vittoria. Quando i conti si fanno così, il contratto deve trovare il modo di far quadrare il resto: la &quot;residualità&quot; delle mansioni da cancelliere attribuita ai funzionari non è flessibilità organizzativa, è la razionalizzazione burocratica di quella scelta. E la partita di giro non finisce qui: ogni futuro posto vacante nell'Area Assistenti non diventerà un concorso, ma verrà convertito in un posto di Area Funzionari per assorbire chi è rimasto fuori adesso. <strong>Il sistema si alimenta da solo, a tetto invariato, indefinitamente.</strong></p>
<p>La soluzione è semplice da dire e difficile da fare: <strong>stabilizzare il precario, assumere l’assistente, in primis scorrendo dalla graduatoria in essere, e valorizzare chi attende una progressione orizzontale o verticale da troppo tempo in questa amministrazione.</strong> Ognuno al suo posto, ognuno nelle condizioni di svolgere il proprio lavoro. Ma questo significa investire davvero, trovare risorse nuove invece di riciclare quelle esistenti. Fare, insomma, quegli <strong>sforzi titanici </strong>che sono l'unica risposta seria a decenni di finanziamenti insufficienti. Tutto il resto — le famiglie professionali, la flessibilità, l'intercambiabilità — è il modo in cui, con vaghi giri di parole esotiche, si presenta come conquista la scelta di non sistemare davvero le cose e anzi aumentare i carichi di lavoro degli uffici.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>LO SCONTRO TRA CATEGORIE NON </strong><strong>È UN INCIDENTE.</strong></p>
<p>In questo quadro è esploso il dibattito degli ultimi giorni: demansionamento sì o no, gli UPP sono assistenti dei giudici o funzionari amministrativi, chi ha tradito chi. Una <em>cagnara</em> con una funzione precisa: spaccare il fronte, tenere il personale diviso per categoria mentre il problema strutturale resta intatto.</p>
<p>Non è colpa di chi ci è dentro. È la conseguenza diretta di una stabilizzazione costruita sull'assorbimento invece che sull'investimento. <strong>Se l'ex precario entra al posto del cessato, la coperta è sempre troppo corta. </strong>Finanziare la stabilizzazione con i risparmi di cessazione significa spostare le risorse, non crearle: e spostare risorse in un sistema già in affanno è un rischio per la tenuta dello stesso. Chi ha firmato lo sapeva, e ha cercato di coprirlo con delle famiglie professionali costruite storte. Parlare di <em>&quot;demansionamento&quot; </em>non aiuta a capire la radice economica del problema e rischia di svalutare il lavoro di chi in cancelleria ci sta da anni.</p>
<p><strong>Lo scenario che si realizza è tra i più ingrati che si possano immaginare. </strong>Da una parte il personale di ruolo che ha tirato avanti la carretta per decenni, spremuto come un limone, che ha tenuto in piedi uffici abbandonati a se stessi senza mai smettere di farlo con dignità e professionalità, dall’altra quello precario, che ha lavorato come se il contratto a termine non esistesse, con la stessa dedizione, la stessa competenza, lo stesso senso del dovere. Due categorie che avrebbero ogni ragione di camminare insieme, ridotte invece a svalutarsi a vicenda, a guardarsi con sospetto, a contendersi uno spazio che dovrebbe essere di entrambi. &nbsp;<strong>La domanda da porci non è “chi ha ragione?”, ma “come siamo arrivati a questo?”.</strong></p>
<p>USB non ha interesse a scegliere da che parte stare in uno scontro che non dovrebbe esistere. Non si agisce a valle di un problema, si agisce a monte: e a monte c'è una scelta politica precisa, quella di non assumere, di non valorizzare, che ha prodotto quelle carenze, quelle famiglie professionali, quella guerra tra categorie. Rimuovi la causa e lo scontro si dissolve da solo.</p>
<p><strong>L'unica risposta è stabilizzare, valorizzare e assumere.</strong> Il resto è gioco delle tre carte: si sposta il problema da un tavolo all'altro e si chiama lo spostamento “soluzione”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L'UFFICIO PER IL PROCESSO: UN MODELLO ORGANIZZATIVO.</strong></p>
<p>C'è un modello organizzativo che risponde esattamente a questo e che, paradossalmente, esiste già. Si chiama Ufficio per il Processo, ed è presente dal lontano 2012. Non è una categoria di lavoratori, è un meccanismo in cui ogni figura partecipa all'attività che le è propria in sinergia con le altre: il magistrato, il funzionario, il cancelliere, il tecnico, ciascuno secondo la sua professionalità, ciascuno indispensabile perché fa quello per cui è formato. <strong>Da ciascuno secondo le sue capacità, a ciascuno secondo i suoi bisogni:</strong> un altro concetto evidentemente dimenticato tra un volantino di propaganda e un altro.</p>
<p><strong>Per USB esiste un solo sistema giustizia e un solo personale giudiziario.</strong> Le sue problematiche si gestiscono unitariamente, non strizzando l'occhio a questa o quella categoria per guadagnare consenso e tessere, non alimentando conflitti sapendo che la loro risoluzione richiede interventi di ben altra portata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>BASTA FATTI, VOGLIAMO PROMESSE.</strong></p>
<p>C'è chi in questi mesi ha parlato molto di unità del personale giudiziario, di visione comune, di interesse collettivo. Le stesse voci che ai tavoli hanno firmato accordi che lasciano fuori 1.500 persone costruiscono famiglie professionali sull'intercambiabilità forzata e difendono quei risultati come conquiste per tutti.</p>
<p><strong>Non firmare era una scelta legittima esattamente come scegliere di farlo</strong><strong>.</strong> USB quella scelta l'ha fatta perché un accordo che nega un problema non è una soluzione, e ratificarlo non è fare sindacato come lo intendiamo noi. <strong>Stare fuori da un tavolo che produce certe dinamiche non è debolezza, è coerenza.</strong></p>
<p>Il 25 maggio 2026 il Tribunale di Roma ha stabilito che USB Pubblico Impiego ha il diritto alle prerogative dell'informazione e del confronto, indipendentemente dalla firma del CCNL. Chi ci ha tenuti fuori pensava che escluderci fosse una soluzione. Non lo era.</p>
<p>Quando torneremo a sederci lo faremo per continuare ciò che già facciamo, e cioè <strong>lavorare su una narrazione davvero unitaria per tutto il personale della giustizia, cancellieri e funzionari, tecnici e precari insieme, </strong>senza accordi che accontentino qualcuno lasciando fuori qualcun altro. Esattamente la sfida che ci imponiamo da anni, con e senza firme sui contratti.</p>
<p>Chi porta i fatti, i decreti, i contingenti, i posti assegnati, dovrebbe ricordare che sono esattamente quei fatti a dirci che il sistema non funziona. Che ad oggi 1.500 persone restano fuori, e USB lavora senza sosta perché nessuno si trovi senza contratto il 1° luglio, cercando una proroga sul gong del 30 giugno per non disperdere competenze e dare il tempo necessario a completare quello che la stabilizzazione ha lasciato incompiuto. Dovrebbe ricordare che i Cancellieri mancano. Che le competenze vengono appiattite per coprire carenze invece di essere riconosciute per quello che valgono a ogni livello e per ogni professionalità di cui si serve quest’Amministrazione.</p>
<p><strong>Se questi sono i fatti, allora s</strong><strong>ì</strong><strong>: sono meglio le promesse.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Roma, 3 giugno 2026&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;USB PI – Giustizia</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 05:06:00 +0200</pubDate>
                        <title>Assemblee del personale in Sardegna: Sassari il 3 giugno, Nuoro il 4 giugno, Cagliari il 5 giugno 2026</title>
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		                        		https://giustizia.usb.it/leggi-notizia/roma-assemblea-per-il-personale-l11-aprile-2025-1833-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Ordine del giorno:</p>
<p>1. stato dell'arte della giustiia italiana;</p>
<p>2. criticità del nuovo rodinamento professionale;</p>
<p>3. vertenza precari e stabilizzazione;</p>
<p>4. varie ed eventuali.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 22 Apr 2026 18:44:00 +0200</pubDate>
                        <title>Personale PNRR della giustizia: la giustizia non è un bisogno stagionale</title>
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		                        		https://giustizia.usb.it/leggi-notizia/pnrr-giustizia-oltre-novemila-stabilizzazioni-un-risultato-straordinario-ottenuto-con-la-lotta-di-lavoratrici-e-lavoratori-ma-non-intendiamo-fermarci-nessuno-deve-andare-a-casa-2048-1-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Oggi abbiamo accolto l'invito dell’ANM per un confronto circa le prospettive che riguardano gli 11 mila lavoratrici e lavoratori del Ministero della Giustizia in scadenza contrattuale al 30 giugno.</p>
<p>La nostra posizione è chiara e immutata dal 2022. La nostra idea di giustizia non è compatibile con l’esclusione di circa 1.500 lavoratrici e lavoratori dal perimetro della stabilizzazione.</p>
<p>Questo personale si è dimostrato, esattamente come quello di ruolo che per anni è stato spremuto come un limone - necessario e non sacrificabile: da anni contribuisce, insieme al personale a tempo indeterminato, alla tenuta di uffici giudiziari in affanno endemico di personale amministrativo, gestendo fascicoli giudiziari, digitalizzando atti, presidiando sportelli, supportando cancellerie e magistrati, a fronte di scoperture medie del 30% con punte del 60% in alcuni distretti soprattutto del nord Italia.</p>
<p>Renderli disoccupati il 1° luglio è una scelta, esclusivamente politica, che contestiamo perché non rispondente alle reali necessità del Paese.</p>
<p>Abbiamo detto con chiarezza che, allo stato attuale e quindi a due mesi dalla scadenza dei contratti, delle 9.368 stabilizzazioni bandite, il Governo ne ha finanziate direttamente soltanto 3.000 (con la legge di bilancio 2025: 2.600 in area funzionari e 400 in area assistenti, per un totale di 68 milioni per il 2026 e 136 milioni annui dal 2027). Le altre 6.368 stabilizzazioni sono coperte in gran parte attraverso i risparmi da cessazione — cioè sostituendo a saldo invariato il personale che esce dal Ministero.&nbsp;</p>
<p>È su questo dato, e non sulle cifre complessive, che va misurato l’effettivo sforzo messo in campo dal governo, ed è da qui che occorre ripartire per rivendicare una stabilizzazione integrale di tutto il personale PNRR, senza distinzioni di sorta.</p>
<p>Tre le proposte concrete che abbiamo illustrato all'ANM qualora non sia immediatamente disposta la stabilizzazione di tutte e tutti:<br /> ●&nbsp;&nbsp; &nbsp;all'interno della legge di bilancio 2026 è creato il Fondo per il potenziamento delle finalità istituzionali delle amministrazioni dello Stato, con un investimento di 100 milioni annui, che potrebbe coprire una proroga-ponte dei 1.500 esclusi, in attesa dell’assorbimento strutturale nei mesi immediatamente successivi alla scadenza contrattuale;<br /> ●&nbsp;&nbsp; &nbsp;il Ministero della Cultura ha attinto alla graduatoria PNRR del distretto di Napoli per assumere funzionari a tempo determinato con contratto fino al 31 dicembre 2026. La stessa soluzione va estesa a tutto il personale PNRR escluso dalla stabilizzazione della giustizia. Non è un privilegio: è un precedente già stabilito dallo Stato;<br /> ●&nbsp;&nbsp; &nbsp;l’investimento europeo che ha finanziato questo personale non termina il 30 giugno. Il PNRR stesso classifica la riforma della giustizia come intervento necessario per la crescita e gli investimenti nel Paese: non una spesa settoriale, ma una leva strutturale. Su queste basi riteniamo percorribile anche la strada dei veicoli finanziari già utilizzati per altri investimenti PNRR — strumenti gestiti da Cassa Depositi e Prestiti - in cui le risorse residue possono essere trasferite prima della scadenza del Piano e continuare a operare anche oltre quella data, assicurando così continuità all’investimento.&nbsp;</p>
<p>In una fase di crisi economica aggravata dal quadro geopolitico, disperdere migliaia di lavoratori e lavoratrici va nella direzione opposta a quella necessaria.&nbsp;</p>
<p>È necessario inoltre valorizzare il personale di ruolo affinché l'emorragia interna al Ministero della Giustizia si arresti.&nbsp;</p>
<p>Confidiamo che queste proposte trovino spazio nella interlocuzione dell’ANM con il Governo.&nbsp;</p>
<p>Il Paese non può permettersi di perdere il personale PNRR della giustizia.<br /> &nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 26 Nov 2025 18:44:00 +0100</pubDate>
                        <title>Sui precari PNRR giustizia la partita è ancora aperta e intendiamo giocarla fino alla fine con l’unico obiettivo della stabilizzazione per tutti e tutte</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolto oggi, mercoledì 26 novembre, il presidio delle lavoratrici e dei lavoratori precari del PNRR Giustizia davanti al Ministero della Funzione Pubblica.</p>
<p>La manifestazione è stata caratterizzata da un susseguirsi di interventi da parte delle delegazioni di precari provenienti da tutt’Italia che hanno messo bene in chiaro come in questa lotta si tengono insieme il diritto ad un lavoro stabile per migliaia di lavoratrici e lavoratori con la necessità di dare al Paese un sistema Giustizia più efficace che risponda all’esigenza dei cittadini di procedimenti che abbiano tempi certi.</p>
<p>Ad emergere è stata soprattutto la determinazione a non arrendersi ad una realtà che vede altre organizzazioni sindacali sedersi ai tavoli per stabilire i criteri attraverso i quali defenestrare 6mila precari. Continuare a lottare è esattamente quello che intende fare USB PI, ovviamente a partire da questa legge di bilancio che è un’opportunità soprattutto per il Governo per rimediare ad una assoluta mancanza di programmazione e all’evidente incapacità anche solo di pensare alla capitalizzazione del PNRR anche in termini di acquisizione in pianta stabile di personale altamente qualificato.</p>
<p>Al presidio è arrivato il saluto di alcuni parlamentari che hanno presentato emendamenti per la stabilizzazione di tutti i 12mila precari e ai quali va il ringraziamento di lavoratrici e lavoratori per l’impegno con il quale stanno affrontando questa battaglia.</p>
<p>Una delegazione di manifestanti è stata ricevuta dalla capo Dipartimento, Dott.ssa Di Domenico e dal Direttore Generale del Personale Dott.ssa Gandini. Nell’incontro è stata ribadita l’importanza di questi lavoratori e la delegazione ministeriale, a conferma che l’auspicio dell’Amministrazione è che tutti possano continuare a dare il loro contributo al sistema Giustizia, ha sottolineato l’importanza dell’emendamento che consentirebbe lo scorrimento della graduatoria di stabilizzazione sia dal Ministero della giustizia che da altre amministrazioni.</p>
<p>Come USB PI abbiamo preso atto, ma abbiamo rilanciato, perché alla possibilità di scorrere la graduatoria e quindi di non fermarsi a 6mila stabilizzazioni, va associato un provvedimento di mantenimento in servizio e una programmazione assunzionale finalizzata all’assorbimento totale della graduatoria in un triennio, se necessario anche con risorse aggiuntive.</p>
<p>La partita è ancora aperta. Riteniamo fondamentale che si continui ad esercitare una pressione sul Governo nei prossimi giorni che sono quelli in cui si deciderà l’esito degli emendamenti. Ci auguriamo che tutti lavorino in questo senso e non per una sterile competizione sindacale.</p>
<p>Noi non molliamo! Dopo la giornata di oggi, che riteniamo complessivamente positiva, riproporremo il tema nello sciopero generale 28 novembre nell’ambito della finanziaria del popolo che voteremo davanti Montecitorio.</p>
<p>Nei prossimi giorni vigileremo sulla discussione relativa agli emendamenti e decideremo eventuali nuove iniziative con l’unico obiettivo della stabilizzazione per tutti e tutte.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 26 Nov 2025 18:44:00 +0100</pubDate>
                        <title>Assemblea sindacale: il Ministero chiarisce, monte ore pari a 12</title>
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		                        		https://giustizia.usb.it/leggi-notizia/pnrr-giustizia-oltre-novemila-stabilizzazioni-un-risultato-straordinario-ottenuto-con-la-lotta-di-lavoratrici-e-lavoratori-ma-non-intendiamo-fermarci-nessuno-deve-andare-a-casa-2048-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Purtroppo, registriamo spesso che negli uffici giudiziari le norme contrattuali vengano applicate in modo non uniforme, con interpretazioni che variano da sede a sede.</p>
<p>È quanto accaduto anche per il monte ore annuo delle assemblee sindacali. In molti uffici venivano riconosciute 10 ore all’anno, a fronte delle 12 previste dal contratto, con una compressione dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori che può apparire minima solo in termini numerici, ma che incide su diritti fondamentali e non è quindi in alcun modo trascurabile.</p>
<p>USB PI – Giustizia è intervenuta più volte a livello locale, senza ottenere soluzioni stabili. Per questo, a febbraio 2025, ha scritto alla Direttrice Generale del personale, richiamando i riferimenti normativi e segnalando la necessità di un chiarimento definitivo.</p>
<p>Il 1° aprile 2026 il Ministero ha quindi emanato la Circolare n. 08/2026, indirizzata a tutti gli uffici giudiziari: le ore annue di assemblea sindacale spettanti sono 12, retribuite, senza riduzioni né riproporzionamenti per i contratti a termine.</p>
<p>Si tratta di un chiarimento importante, che contribuisce a garantire un’applicazione più uniforme delle regole.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 26 Nov 2025 18:44:00 +0100</pubDate>
                        <title>PNRR GIUSTIZIA: OLTRE NOVEMILA STABILIZZAZIONI, UN RISULTATO STRAORDINARIO OTTENUTO CON LA LOTTA DI LAVORATRICI E LAVORATORI, MA NON INTENDIAMO FERMARCI: NESSUNO DEVE ANDARE A CASA!</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Il Governo incalzato dalle iniziative che da tre anni portano avanti precari e precarie del PNRR Giustizia è stato costretto ad utilizzare tutte le risorse assunzionali del Ministero per dare risposte concrete ai dipendenti precari con 9368 stabilizzazioni.</p>
<p>Ancora una volta la costanza e la determinazione di lavoratrici e lavoratori che hanno scelto la strada del conflitto ha prodotto un risultato tangibile anche per il Paese.</p>
<p>Un risultato davvero importante se pensiamo che tre anni fa quando USB ha lanciato la campagna per la stabilizzazione non esisteva neanche una norma specifica per i precari del PNRR Giustizia.</p>
<p>Abbiamo ottenuto prima la norma, poi tremila posti, che sono successivamente diventati seimila e oggi parliamo di oltre novemila stabilizzazioni.</p>
<p>La passerella del Ministro con le organizzazioni sindacali firmatarie che hanno assistito da spettatori non paganti alle lotte degli altri, tentando anche di boicottarle, per quanto disgustosa, non rovinerà la festa di chi questa stabilizzazione se l’è guadagnata con tante iniziative e giornate di sciopero rimettendoci il proprio salario.</p>
<p><strong>Ma non ci basta, lo abbiamo detto all’inizio, quando nessuno credeva alla stabilizzazione, e lo ripetiamo oggi: nessuno deve andare a casa!</strong></p>
<p>Per questo saremo in piazza venerdì 30 gennaio, giorno di inaugurazione dell’anno giudiziario, davanti ai tribunali e agli uffici giudiziari di tutta Italia per chiedere la proroga dei contratti per tutti coloro che non entreranno da subito nella stabilizzazione e lo stanziamento delle risorse utili a coprire i 1843 posti mancanti.</p>
<p>Ci saranno iniziative a Roma, Napoli, Milano, Torino, Alessandria, Ancona, Pescara, Catania, Ragusa, Bologna, Cagliari e altre città.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 04 Jun 2025 15:08:04 +0200</pubDate>
                        <title>Precari PNRR Giustizia: un caso di mala amministrazione, politica di reclutamento irrazionale. USB scrive a Nordio e Zangrillo </title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Di seguito la lettera che USB PI ha scritto ai Ministri Nordio e Zangrillo, a fronte dell'irrazionale politica di reclutamento che si sta attuando al Ministero della Giustizia e della assoluta mancanza di capacità di capitalizzare sul lungo periodo le risorse messe a disposizione del PNRR in termini di competenze e professionalità.</p>
<p>---</p>
<p>Al Ministro della Pubblica Amministrazione</p>
<p>Sen. Paolo Zangrillo</p>
<p>Al Ministro della Giustizia</p>
<p>On. Carlo Nordio</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oggetto: Precari PNRR Giustizia e politiche di reclutamento nella PA</p>
<p>Com’è noto attraverso il PNRR sono state reclutate diverse migliaia di lavoratori prevalentemente a tempo determinato e, in misura minore, con partite iva o contratti di collaborazione.</p>
<p>Questi lavoratori, oltre a svolgere i compiti relativi alla realizzazione dei progetti previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, sono stati inseriti nell’organizzazione del lavoro degli enti in cui operano e sono diventati indispensabili perché sono andati a sopperire a carenze di organico o hanno rappresentato il ricambio ai pensionamenti che in alcune amministrazioni risultano particolarmente numerosi.</p>
<p>Al Ministero della Giustizia in particolare questo fenomeno ha assunto dimensioni importanti a causa della storica carenza di organico che ha sempre minato alle fondamenta il buon funzionamento della Giustizia italiana e dei conseguenti carichi di lavoro che hanno portato e continuano a portare molti lavoratori precari e non ad optare per altre destinazioni lavorative anche nella stessa Pubblica Amministrazione.</p>
<p>La recente bocciatura degli emendamenti per la stabilizzazione dei precari PNRR Giustizia presentati durante l’iter di conversione in legge del decreto PA, colloca la vicenda nel più complessivo quadro delle politiche del Governo rispetto alla Pubblica Amministrazione.</p>
<p>Egregi Ministri, ci chiediamo perché a fronte del patrimonio di competenza ed entusiasmo rappresentato da quelle lavoratrici e quei lavoratori, ormai perfettamente formati e diventati indispensabili nei tribunali, nelle Corti d’Appello, nello stesso Ministero, si continuano a bandire concorsi e non si provvede urgentemente alla loro stabilizzazione?</p>
<p>Come si coniuga, Ministro Zangrillo, la buona amministrazione con queste politiche di reclutamento assolutamente prive di qualsiasi logica, programmazione, nonché inutilmente dispendiose?</p>
<p>Al Ministero della Giustizia serve la stabilizzazione e servono nuovi concorsi vista la carenza di personale destinata ad aumentare a fronte dell’età media dei dipendenti, ma, evidentemente, al momento dell’attuazione del PNRR non c’è stata alcuna pianificazione rispetto alla capitalizzazione delle professionalità reclutate, in chiara contraddizione con quanto predicato dal Ministro Zangrillo dal suo insediamento ad oggi.</p>
<p>Il dato che emerge, nella vicenda del Ministero della Giustizia, è di carattere generale e racconta che, al di là della mera propaganda, questo Governo non ha mostrato nei fatti una visione di PA davvero finalizzata al rilancio, come dimostrano i recenti tagli di organico.</p>
<p>Ritenendo la questione precari Giustizia emblematica delle politiche di reclutamento nella PA ed avendo tra i propri principali obiettivi quello del rafforzamento e dell’efficacia del Pubblico Impiego, USB PI resta disponibile ad un confronto su questi temi, anche in funzione dell’ordine del giorno approvato anche dalla maggioranza che impegna il Governo <em>“a proseguire nell’attività di stabilizzazione del personale addetto agli uffici per il processo ed anche rivolta a tutti i precari PNRR…”. </em></p>
<p>Altresì, nel caso in cui dovesse confermarsi l’indisponibilità mostrata finora dal Vostro Governo, USB PI continuerà ad organizzare la protesta delle lavoratrici e dei lavoratori precari nella piena convinzione che la loro stabilizzazione rappresenti non solo il riconoscimento di un diritto, ma una grande opportunità per il sistema Giustizia del nostro Paese.</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p>Cristiano Fiorentini</p>
<p>Esecutivo Nazionale USB PI</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 09 May 2025 12:10:13 +0200</pubDate>
                        <title>Decreto PA, Nordio, Zangrillo e Meloni buttano a mare i precari del PNRR giustizia</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>La conversione in legge del DL Zangrillo votata ieri, senza l’ampliamento delle stabilizzazioni per i precari del PNRR Giustizia, svela l’ipocrisia dei proclami sull’occupazione nella PA del Governo Meloni.</p>
<p>Il Ministro Nordio ignora il destino del suo Ministero, concentrato solo sulla separazione delle carriere. Zangrillo, dopo due anni di promesse di assunzioni e iniziative per il trattenimento dei talenti, non agisce per confermare nella PA 12mila lavoratori competenti e motivati. Meloni, intanto, taglia le piante organiche del 25% mentre dipinge un Paese immaginario dove il lavoro cresce.</p>
<p>I dodicimila precari della Giustizia sono vittime di questa spregiudicata modalità di governare il Paese, propria del Governo Meloni, che si avvale ormai in modo strutturale dell’assoluta e cieca fedeltà dei sindacati collaborazionisti.</p>
<p>Un emendamento ha ampliato la platea degli aventi diritto, riducendo a 12 mesi il requisito per partecipare ai bandi di stabilizzazione, ma i posti certi, oggi, sono solo 3mila.</p>
<p>L’Amministrazione dovrebbe, il condizionale è d’obbligo, emanare a breve i criteri sui quali verrà costruita la selezione, dando così il via alla più classica delle guerre tra poveri nella quale qualche sigla sindacale ci sguazzerà, cercando di avere un tornaconto.</p>
<p>Riteniamo che quella che deve animare i lavoratori precari non è la competizione tra loro stessi, ma l’unità nella lotta per ottenere le risorse utili all’aumento dei posti a disposizione. Le controparti sono l’Amministrazione e quei sindacati che hanno boicottato le iniziative, anche parlamentari, per avere più stabilizzazioni, non i colleghi che vivono la stessa terribile condizione di precarietà ed incertezza sul futuro.</p>
<p>L’approvazione di un Ordine del Giorno che impegna il Governo rispetto alla stabilizzazione, con tutti i suoi limiti, è comunque qualcosa da cui ripartire per inchiodare il Governo alle sue responsabilità e ad agire di conseguenza.&nbsp;</p>
<p>USB PI continuerà la lotta per la stabilizzazione di TUTTI i precari del PNRR Giustizia, se possibile, con maggiore determinazione, forte anche del consenso avuto dai lavoratori nelle recenti elezioni. Il modo migliore per ringraziarli, nonché l’unico che conosciamo, è continuare a lottare.</p>
<p>E questo è esattamente quello che faremo.</p>
<p><strong>USB Pubblico Impiego</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 23 Apr 2025 10:55:23 +0200</pubDate>
                        <title>RSU 2025: cresce la nostra forza!</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Alle ultime elezioni RSU, USB Giustizia ha ottenuto un risultato importante e tutt’altro che scontato: circa il 20% di voti in più rispetto alla tornata precedente, segnando un chiaro avanzamento della nostra <strong>presenza e radicamento nei luoghi di lavoro</strong>.</p>
<p>Un risultato che ci dà energia e che premia una scelta di coerenza, impegno e coraggio: quella di stare, ogni giorno, dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori, <strong>senza compromessi, senza clientele, senza false promesse</strong>.</p>
<p>La campagna elettorale è stata condotta da alcune organizzazioni con <strong>metodi discutibili</strong> e che nulla c’entrano con l’attività sindacale: regali e gadget a profusione, offerta di ricompense per risultati elettorali e promesse di vario contenuto. Né dimentichiamo gli <strong>attacchi</strong>, più o meno diretti, <strong>ricevuti</strong> dalle altre organizzazioni.</p>
<p>Nei prossimi mesi, le bugie e la propaganda si dissolveranno, rivelando la debolezza di certe proposte sindacali, in particolare quelle legate al <strong>CCNL Funzioni Centrali</strong>, la cui sottoscrizione da parte di un’esigua maggioranza di sindacati <strong>porterà danni enormi</strong> a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori, sia in termini di salario che di montante previdenziale: basterà leggere il cedolino di aprile.</p>
<p>Il nostro è un <strong>risultato costruito passo dopo passo</strong> con determinazione, in un contesto non semplice: la giustizia va avanti grazie alla <strong>professionalità e alla dedizione</strong> di chi ci lavora, spesso in condizioni difficili, per le carenze di organico e la mancanza di investimenti che rendono i carichi di lavoro ingestibili.</p>
<p>A questo si aggiunge la questione delle lavoratrici e dei lavoratori assunti con contratto a tempo determinato con i fondi <strong>PNRR</strong> e che stanno dando un contributo fondamentale alla macchina della giustizia. I<strong>l lavoro strutturale è indispensabile e non può essere gestito con contratti a tempo</strong> e promesse a termine.</p>
<p>Crediamo che il <strong>personale della giustizia</strong> non possa continuare a essere lasciato abbandonato a sé stesso, privato dei giusti <strong>riconoscimenti, economici e giuridici</strong>, per il lavoro che svolge, ma soprattutto per il <strong>Servizio Giustizia che offre</strong> alle cittadine e ai cittadini.</p>
<p><strong>Grazie</strong> a chi ci ha sostenuto con il voto e a chi si è messo in gioco con la candidatura. <strong>Grazie</strong> a chi condivide il nostro progetto e la nostra visione.</p>
<p>Da oggi il nostro impegno riparte con rinnovata determinazione, nella consapevolezza che solo attraverso il superamento delle divisioni è possibile costruire <strong>risultati concreti</strong> per la tutela dei <strong>diritti</strong> e della <strong>dignità</strong> di tutte e tutti.</p>
<p>USB PI - Giustizia</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 11 Apr 2025 20:39:10 +0200</pubDate>
                        <title>Il piccolo sindacato che fa paura!</title>
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		                        		https://giustizia.usb.it/leggi-notizia/il-piccolo-sindacato-che-fa-paura-2040.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p><img alt="il piccolo sindacato che fa paura" src="https://cms.usb.it/fileadmin/archivio/giustizia/marta_prova/ultimo_appello_giustizia_small.jpg" /></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 10 Apr 2025 12:09:05 +0200</pubDate>
                        <title>La stabilizzazione è un dovere: approvate gli emendamenti!</title>
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		                        		https://giustizia.usb.it/leggi-notizia/la-stabilizzazione-e-un-dovere-approvate-gli-emendamenti-1212.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p><img alt="locandina approvate gli emendamenti" src="https://cms.usb.it/fileadmin/archivio/giustizia/marta_prova/approvate_gli_emendamenti.jpg" /></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 09 Apr 2025 12:48:31 +0200</pubDate>
                        <title>Giù le mani dai precari della Giustizia: la stabilizzazione è un dovere, chiediamo a tutto il Parlamento di farsene carico </title>
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		                        		https://giustizia.usb.it/leggi-notizia/giu-le-mani-dai-precari-della-giustizia-la-stabilizzazione-e-un-dovere-chiediamo-a-tutto-il-parlamento-di-farsene-carico-1249.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>In queste ultime ore, si sta scatenando grande bagarre sugli emendamenti presentati al DL Zangrillo per la stabilizzazione dei precari PNRR Giustizia.</p>
<p>A partire dalla paternità, che ci rivendichiamo al 100%, fino alle chance di approvazione: USB PI ha presentato proposte di emendamento alle forze politiche di opposizione, scrivendolo in tempi non sospetti, dalle quali sono scaturiti gli emendamenti presentati. In sostegno abbiamo costruito una mobilitazione, davanti il ministero della Funzione Pubblica il 3 aprile.</p>
<p>Oggi leggiamo rivendicazioni postume di altre OOSS che ci sorprendono, ma non più di tanto. Non possiamo escludere che abbiano anche loro formulato proposte, ma sappiamo anche che in campagna elettorale qualcuno pensa che tutto è permesso.</p>
<p>Al contempo, altre organizzazioni sindacali del fronte paragovernativo si sono spese con i propri delegati per screditare l’iniziativa parlamentare di USB PI, andando in giro per gli uffici a dare degli illusi/e alle lavoratrici e ai lavoratori precari che legittimamente ambiscono alla stabilizzazione.</p>
<p>Anche questo non sorprende, visto il clima particolarmente aspro di questa campagna elettorale e il livello dell’agire sindacale di alcune organizzazioni.</p>
<p>In tutto ciò però ci sono di mezzo i precari, le loro vite, le loro speranze.</p>
<p>Non vorremmo che qualcuno stia brigando per fare saltare l’emendamento e non dare così un vantaggio alle organizzazioni che, non da oggi, ma da almeno due anni, lottano per la stabilizzazione dei precari. E su questo non possiamo in alcun modo sorvolare.</p>
<p>Non vorremmo che facendo diventare i precari oggetto di scontro sindacale e/o politico la loro lotta venga danneggiata.</p>
<p>La loro stabilizzazione è un dovere di questo Governo, nei loro confronti e nei confronti del sistema Giustizia che ha bisogno di queste professionalità.</p>
<p>Chiediamo a tutto il Parlamento di farsi carico di questa vertenza, che non dovrebbe avere colore, e lavorare per &nbsp;l’approvazione degli emendamenti presentati.</p>
<p>Noi continueremo a batterci per la stabilizzazione di tutti i precari PNRR Giustizia e lo faremo con chiunque condivida la nostra lotta.</p>
<p>Chi non è in grado di individuare quella della stabilizzazione dei precari della Giustizia come una battaglia giusta, oltre che una priorità per il Paese, si faccia da parte e si occupi di altro.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 03 Apr 2025 17:29:54 +0200</pubDate>
                        <title>Decreto Zangrillo, una grande opportunità per stabilizzare i precari del PNRR, USB apre interlocuzione con Funzione Pubblica </title>
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		                        		https://giustizia.usb.it/leggi-notizia/decreto-zangrillo-una-grande-opportunita-per-stabilizzare-i-precari-del-pnrr-usb-apre-interlocuzione-con-funzione-pubblica-1731.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolto oggi, giovedì 3 aprile, il presidio di USB PI con una delegazione di lavoratrici e lavoratori precari del PNRR Giustizia a sostegno degli emendamenti presentati al DL Zangrillo che richiedono la stabilizzazione di tutto il personale a tempo determinato impiegato nel PNRR.</p>
<p>Una delegazione ha consegnato gli emendamenti al Ministero con richiesta al Governo di assumerli e farli propri. È stato inoltre fissato un incontro nella prossima settimana per poter approfondire la questione: in quell’occasione ribadiremo la richiesta al Ministro di agire in coerenza con quanto affermato dall’inizio del proprio mandato e utilizzare la conversione in legge del Decreto sulla PA da lui proposto per capitalizzare il patrimonio professionalità rappresentato dal personale reclutato con il PNRR.</p>
<p>La lotta per l’assunzione stabile di tutti i precari del PNRR Giustizia continua, perché la stabilizzazione non ce la regalerà nessuno ed è ancora da conquistare.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 10 Feb 2025 19:06:31 +0100</pubDate>
                        <title>Tivoli: assemblea per tutto il personale il 3 marzo 2025</title>
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		                        		https://giustizia.usb.it/leggi-notizia/tivoli-assemblea-per-tutto-il-personale-il-3-marzo-2025-1856.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p><img alt="Mia Immagine" src="https://cms.usb.it/fileadmin/archivio/giustizia/marta_prova/tivoli_social.png" /></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 10 Feb 2025 19:06:31 +0100</pubDate>
                        <title>Roma: assemblea per il personale l&#039;11 aprile 2025</title>
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		                        		https://giustizia.usb.it/leggi-notizia/roma-assemblea-per-il-personale-l11-aprile-2025-1832.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p><img alt="Mia Immagine" src="https://cms.usb.it/fileadmin/archivio/giustizia/marta_prova/roma_clodio_social.png" /></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 10 Feb 2025 19:06:31 +0100</pubDate>
                        <title>Milano: assemblea per il personale il 9 aprile 2025</title>
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		                        		https://giustizia.usb.it/leggi-notizia/milano-assemblea-per-il-personale-il-9-aprile-2025-1042.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <pubDate>Mon, 10 Feb 2025 19:06:31 +0100</pubDate>
                        <title>Bologna: assemblea per il personale del Tribunale il 10 aprile 2025</title>
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		                        		https://giustizia.usb.it/leggi-notizia/bologna-assemblea-per-il-personale-del-tribunale-il-10-aprile-2025-1422-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p><img alt="Mia Immagine" src="https://cms.usb.it/fileadmin/archivio/giustizia/marta_prova/bologna_tribunale_social.png" /></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 10 Feb 2025 19:06:31 +0100</pubDate>
                        <title>Trani: assemblea per tutto il personale il 7 marzo 2025</title>
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		                        		https://giustizia.usb.it/leggi-notizia/trani-assemblea-per-tutto-il-personale-il-7-marzo-2025-1008.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p><img alt="Mia Immagine" src="https://cms.usb.it/fileadmin/archivio/giustizia/marta_prova/trani_social.png" /></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 10 Feb 2025 19:06:31 +0100</pubDate>
                        <title>Avellino: assemblea per tutto il personale il 4 marzo 2025</title>
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		                        		https://giustizia.usb.it/leggi-notizia/avellino-assemblea-per-tutto-il-personale-il-4-marzo-2025-2151.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <pubDate>Mon, 10 Feb 2025 19:06:31 +0100</pubDate>
                        <title>Brindisi: assemblea per tutto il personale il 5 marzo 2025</title>
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		                        		https://giustizia.usb.it/leggi-notizia/brindisi-assemblea-per-tutto-il-personale-il-5-marzo-2025-2159.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <pubDate>Mon, 10 Feb 2025 19:06:31 +0100</pubDate>
                        <title>Varese: assemblea per tutto il personale il 18 febbraio 2025</title>
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		                        		https://giustizia.usb.it/leggi-notizia/varese-assemblea-per-tutto-il-personale-il-18-febbraio-2025-1908.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <pubDate>Mon, 10 Feb 2025 19:06:31 +0100</pubDate>
                        <title>Ivrea: assemblea per tutto il personale il 6 marzo 2025</title>
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		                        		https://giustizia.usb.it/leggi-notizia/ivrea-assemblea-per-tutto-il-personale-il-6-marzo-2025-1908.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <title>L&#039;aquila: assemblea per tutto il personale il 10 marzo 2025</title>
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                        <title>Pescara: assemblea per tutto il personale il 11 marzo 2025</title>
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