25 MARZO: SCIOPERIAMO ANCHE PER LORO CHE NON POSSONO

Roma -

Chiudere le fabbriche e tutti gli uffici pubblici, salvaguardando i servizi essenziali, è l’unica misura possibile per contenere l'epidemia da COVID-19.

USB, difronte alla timidezza e all’esitazione del Governo nei confronti di confindustria, risponde con lo sciopero generale di mercoledì 25 marzo 2020,

In questi drammatici giorni che il paese sta vivendo saltano agli occhi, in modo prepotente ed inequivocabile, gli effetti nefasti che anni e anni di tagli alla spesa pubblica hanno prodotto e nello specifico abbiamo: una sanità in ginocchio con ospedali al collasso e il personale medico e paramedico costretto a turni massacranti.

Quelle stesse persone, oggi acclamate come eroi ieri additati come fannulloni ed esposti al pubblico ludibrio, stanno dimostrando al paese il loro valore e la loro abnegazione pagando un tributo altissimo in termini di vite umane e di contagi. La USB P.I. - Giustizia non può che rispondere con un’adesione totale ed incondizionata allo sciopero generale visto che ci sono ancora troppi lavoratori negli uffici giudiziari.

Arrivano ancora, e nonostante le linee guida e circolari emesse dal Ministero, numerose segnalazioni da parte dei lavoratori costretti a presidiare gli uffici per servizi che tutto sono tranne che indifferibili e meno che mai richiedono la presenza fisica in ufficio.Troppi dirigenti e capi degli uffici non hanno inteso il senso e l’essenza dei provvedimenti governativi cioè che “prioritario è la tutela della salute pubblica e la diffusione del contagio da coronavirus” pertanto occorre limitare la presenza dei lavoratori al minimo indispensabile.

Troppi dirigenti e capi degli uffici ritengono prioritario salvaguardare le loro carriere, i premi di risultato o peggio ancora non sono in grado di assumersi le proprie responsabilità, imponendo ai lavoratori la presenza fisica in ufficio.

Eppure bastava, visto che parliamo di uomini e donne di legge, applicassero pedissequamente quanto previsto in maniera inequivocabile dai decreti legge emanati dal governo nell’ultimo mese.La USB – Giustizia, sin dall’inizio, con costanza e coerenza ha intrapreso una crociata a difesa della salute e della sicurezza dei lavoratori giudiziari incalzando l’amministrazione e diffidandola a continuare in atteggiamenti dilatori che mettono a repentaglio la salute pubblica e dei lavoratori. Chi ha sbagliato pagherà.

 

Questa O.S. è ben consapevole che, al di la dell’emergenza attuale, ci saranno tempi molto duri per i lavoratori della giustizia ma la situazione che sta vivendo il paese ci ha fatto comprendere che nulla dopo sarà come prima e la USB non sarà colta impreparata.

 

La USB con la Giustizia in sciopero anche per coloro che pur volendo scioperare non possono e per solidarietà con tutte le categorie che sono costrette a lavorare per non producendo o erogando beni di prima necessità.

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