IL MINISTRO MASTELLA: se n'è andato. IL PARLAMENTO: è stato sciolto e…

Roma -

con loro è tramontato inevitabilmente anche il DDL sull’Ufficio del Processo e la riqualificazione del personale giudiziario (che, secondo alcuni, doveva essere cosa fatta fin dal luglio 2007) .

e il DDL che i più convinti sostenitori (parte della politica, della magistratura e tutto il sindacalismo concertativo) avevano già trionfalmente battezzato come la panacea di tutti i mali del settore giudiziario: dalla riorganizzazione degli uffici al processo telematico, dalla rimodulazione delle piante organiche alla progressione di carriera di tutto il personale, dall’assunzione di nuovi cancellieri (2800) alla stabilizzazione dei lavoratori precari, dal reperimento delle risorse per le progressioni verticali (A1 in B1 e B3 in C1) all’incremento del F.U.A.., e tanti altri ambiziosi progetti, tutti infilati nello stesso calderone

“Ei fu…” ma non per questo non ne parliamo più

Illudersi che una risicata maggioranza parlamentare potesse reggere fino all’approvazione di una legge così farraginosa è stato un grave peccato di presunzione !! O forse era quel che si voleva e si sapeva??

Ciononostante, come spesso accade nel nostro paese, le responsabilità non saranno mai individuate: ciascuno dei “sostenitori” riferirà di aver fatto il possibile per conseguire l’obiettivo e, in ogni caso di averci provato…

Così, mentre già imperversa la campagna elettorale con il gioco delle coalizioni e degli schieramenti politici (e sindacali), “prodromico” all’accaparramento di una comoda poltrona, tu

lavoratore giudiziario

dovrai sperare in un governo meno nemico che certamente prometterà di risolvere tutti i tuoi problemi. E pazienza se, nell’attesa, dovrai fare i conti con la spesa, prenderti insulti e derisioni, dare ai figli meno di quello che hai avuto mentre (pochi) altri continueranno ad avere sempre di più e, in tutto questo, rimetterci pure la salute…

A meno che non ti “ARRABBI”quel tanto che basta e “PRETENDI” che ti vengano riconosciuti quei sacrosanti diritti che derivano dal solo fatto di lavorare in un settore così delicato della Pubblica Amministrazione, che per ironia della sorte sembra però essere quello più bistrattato

 Ecco perché la RdB P.I., dopo una consultazione delle proprie strutture territoriali, avvierà una campagna di mobilitazione e di lotta che nel prossimo mese vedrà coinvolti i lavoratori dei più grandi palazzi di giustizia (Milano, Roma, Napoli e Palermo) con l’obiettivo di pretendere da tutti i partiti che aspirano a governare il paese il definitivo riconoscimento delle specifiche competenze attribuite al personale giudiziario attraverso:

·         l’immediata progressione di carriera di tutti i lavoratori giudiziari “senza se e senza ma”;

·         il potenziamento delle dotazioni organiche attraverso nuove assunzioni di personale,

·         in deroga a quanto previsto dalla legislazione vigente in materia di pubblico impiego;

·         il maggiore finanziamento del F.U.A. per l’attribuzione di più cospicui premi collettivi;

·         la perequazione dell’indennità di amministrazione per tutti i dipendenti del Ministero della

·         Giustizia, soprattutto per evitare assurde disparità di trattamento in materia previdenziale.

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