lettera RdB su interruzione dei servizi di assistenza tecnica unificata a partire dal 2 novembre 2006

Roma -

Al Sottosegretario di Stato. On. Alberto Maritati

Al Capo Dipartimento dell’OG. Dott. Claudio Castelli

Al Direttore Generale del personale dr.ssa  Carolina Fontecchia

Al Direttore della DGSIA.  Dott. Fausto De Santis

 

Oggetto: Interruzione dei servizi di assistenza tecnica unificata a partire dal 2 novembre 2006. 

La scrivente O.S. è venuta a conoscenza di una nota datata 10 ottobre u.s., sottoscritta dalle dieci società informatiche che prestano  servizio di assistenza sistemistica presso le varie Corti di Appello, in cui si preannuncia l’interruzione totale del servizio a partire dal 2 novembre 2006.

Le società in tale nota precisano che gli impegni assunti dall’Amministrazione in data 27 luglio 2006 non sono stati rispettati pertanto se entro il 31 ottobre c.a. non arrivano i pagamenti dei fondi promessi per il 2006 si vedranno costrette ad interrompere il servizio a partire dal prossimo 02 novembre.

Non osiamo immaginare le gravi ripercussioni che tale interruzione potrebbe comportare sia per quanto riguarda la qualità del servizio, che per quanto attiene i livelli occupazionali di coloro che operano all’interno delle società.

Il problema si era già presentato nel febbraio u.s. a causa della riduzione delle risorse, il 42% in meno rispetto agli anni precedenti, eppure è noto a tutti che lo strumento dell’informatica ormai è insostituibile negli Uffici Giudiziari tanto più che negli ultimi tempi si parla con sempre più insistenza del Processo Telematico.

Questa O.S. è costretta ancora una volta a rilevare la contraddizione tra i fatti e le parole. Questa è la realtà nella quale i lavoratori della Giustizia sono costretti ad operare ed a scontrarsi.

E’ questa stessa dura realtà che ci induce a sottolineare che qualora le società informatiche fossero costrette a passare dalle parole ai fatti:

si produrrà una quasi paralisi degli Uffici Giudiziari, considerato anche gli strumenti insufficienti e molto spesso obsoleti in dotazione alle Cancellerie;

I lavoratori delle ditte informatiche subiranno pesanti ricadute sul piano occupazionale;

I 400 esperti Informatici dei CISIA e della DGSIA non saranno in grado di sopperire alle richieste d’assistenza garantite dai tecnici ATU.

La RdB P.I. evidenzia che la gestione dei servizi informatici della Giustizia non è solo una questione puramente tecnica ma, altresì, vitale e delicata visto l’ingente patrimonio dei dati che circolano, (come nel caso del Casellario Giudiziario o della Direzione Nazionale Antimafia) pertanto non può essere affidata a ditte esterne ma deve tornare sotto il diretto controllo Pubblico.

Queste considerazioni sono state già espresse dalla RdB e dalla delegazione dei lavoratori ricevuta dall’On. Li Gotti in occasione dello sciopero Nazionale dei precari del 6 ottobre. In quella stessa sede si è insistito sulla necessità di procedere all’assunzione diretta di personale altamente specializzato e contemporaneamente di invertire la tendenza del ricorso alle esternalizzazioni, tra l’altro di gran lunga più costose.

La RdB P.I., pertanto, richiede un incontro urgente con i vertici del Ministero per trovare nell’immediato, diverse e più adeguate soluzioni alle esigenze degli Uffici Giudiziari, nonché per la salvaguardia dei livelli occupazionali di coloro che operano con le ditte esterne.

L’Amministrazione in tale occasione potrebbe fornire il Piano Triennale per l’Informatica e la conseguente analisi dei costi – benefici correlata allo stesso.

In attesa di un sollecito riscontro si porgono cordiali saluti

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