Personale PNRR della giustizia: la giustizia non è un bisogno stagionale

Nazionale -

Oggi abbiamo accolto l'invito dell’ANM per un confronto circa le prospettive che riguardano gli 11 mila lavoratrici e lavoratori del Ministero della Giustizia in scadenza contrattuale al 30 giugno.

La nostra posizione è chiara e immutata dal 2022. La nostra idea di giustizia non è compatibile con l’esclusione di circa 1.500 lavoratrici e lavoratori dal perimetro della stabilizzazione.

Questo personale si è dimostrato, esattamente come quello di ruolo che per anni è stato spremuto come un limone - necessario e non sacrificabile: da anni contribuisce, insieme al personale a tempo indeterminato, alla tenuta di uffici giudiziari in affanno endemico di personale amministrativo, gestendo fascicoli giudiziari, digitalizzando atti, presidiando sportelli, supportando cancellerie e magistrati, a fronte di scoperture medie del 30% con punte del 60% in alcuni distretti soprattutto del nord Italia.

Renderli disoccupati il 1° luglio è una scelta, esclusivamente politica, che contestiamo perché non rispondente alle reali necessità del Paese.

Abbiamo detto con chiarezza che, allo stato attuale e quindi a due mesi dalla scadenza dei contratti, delle 9.368 stabilizzazioni bandite, il Governo ne ha finanziate direttamente soltanto 3.000 (con la legge di bilancio 2025: 2.600 in area funzionari e 400 in area assistenti, per un totale di 68 milioni per il 2026 e 136 milioni annui dal 2027). Le altre 6.368 stabilizzazioni sono coperte in gran parte attraverso i risparmi da cessazione — cioè sostituendo a saldo invariato il personale che esce dal Ministero. 

È su questo dato, e non sulle cifre complessive, che va misurato l’effettivo sforzo messo in campo dal governo, ed è da qui che occorre ripartire per rivendicare una stabilizzazione integrale di tutto il personale PNRR, senza distinzioni di sorta.

Tre le proposte concrete che abbiamo illustrato all'ANM qualora non sia immediatamente disposta la stabilizzazione di tutte e tutti:
●    all'interno della legge di bilancio 2026 è creato il Fondo per il potenziamento delle finalità istituzionali delle amministrazioni dello Stato, con un investimento di 100 milioni annui, che potrebbe coprire una proroga-ponte dei 1.500 esclusi, in attesa dell’assorbimento strutturale nei mesi immediatamente successivi alla scadenza contrattuale;
●    il Ministero della Cultura ha attinto alla graduatoria PNRR del distretto di Napoli per assumere funzionari a tempo determinato con contratto fino al 31 dicembre 2026. La stessa soluzione va estesa a tutto il personale PNRR escluso dalla stabilizzazione della giustizia. Non è un privilegio: è un precedente già stabilito dallo Stato;
●    l’investimento europeo che ha finanziato questo personale non termina il 30 giugno. Il PNRR stesso classifica la riforma della giustizia come intervento necessario per la crescita e gli investimenti nel Paese: non una spesa settoriale, ma una leva strutturale. Su queste basi riteniamo percorribile anche la strada dei veicoli finanziari già utilizzati per altri investimenti PNRR — strumenti gestiti da Cassa Depositi e Prestiti - in cui le risorse residue possono essere trasferite prima della scadenza del Piano e continuare a operare anche oltre quella data, assicurando così continuità all’investimento. 

In una fase di crisi economica aggravata dal quadro geopolitico, disperdere migliaia di lavoratori e lavoratrici va nella direzione opposta a quella necessaria. 

È necessario inoltre valorizzare il personale di ruolo affinché l'emorragia interna al Ministero della Giustizia si arresti. 

Confidiamo che queste proposte trovino spazio nella interlocuzione dell’ANM con il Governo. 

Il Paese non può permettersi di perdere il personale PNRR della giustizia.