SE TELEFONANDO....

Roma -

Anche i lavoratori della Giustizia avrebbero voluto “contare” sull’intervento del Ministro affinché risolvesse i problemi che da anni li affliggono.

Anche i lavoratori avrebbero gradito la stessa sensibilità dimostrata nei confronti della figlia di Ligresti. Invece il Ministro ha rifiutato a priori di ascoltare le ragioni dei dipendenti della Giustizia, sottolineando che non poteva fermare una riforma epocale, imposta dall’Europa, per una decina di persone costrette a traslocare o a sobbarcarsi sacrifici economici per raggiungere la nuova sede di servizio. Anzi aveva rincarato la dose dicendo che queste persone, rispetto a coloro che venivano licenziati nelle fabbriche, erano privilegiati e ben potevano affrontare anche 100-150 km in più al giorno.

 

Peccato che quelle poche decine, cui faceva riferimento il Ministro, sono in realtà 7.500 persone. Alcuni di essi sono obbligati ad utilizzare il mezzo proprio vista la mancanza di trasporti pubblici; altri, come quelli delle isole, costretti a sperare nelle buone condizioni del mare e nel caso di Capri sperare che, una volta raggiunta la terraferma, le corse non vengano cancellate; altri ancora devono percorrere strade impervie tra le montagne.

 

Volevamo rappresentare che il numero dei lavoratori è in continua diminuzione per tagli, pensionamenti, blocco del turn-over e chi rimane è costretto a sobbarcarsi carichi di lavoro esorbitanti.

 

Volevamo descrivere che l’incapacità di chi ha gestito l’Amministrazione nel passato ha determinato, contrariamente a quanto avvenuto in tutti gli altri Ministeri, la mancata progressione di carriera di tutto il personale.

 

Volevamo informare che solo grazie alla professionalità ed alla produttività del personale giudiziario, consapevole di erogare un servizio pubblico, la barca non è affondata.

 

Volevamo rendere noto che la crisi sta mordendo la carne viva dei lavoratori e al blocco degli stipendi si aggiunge il colpevole ritardo nel pagamento degli straordinari e del salario accessorio.

 

Questi erano i problemi che volevamo raccontare al Ministro e ai lavoratori sarebbe stato sicuramente gradito un suo gesto “umanitario” piuttosto che sentire le sue parole di pietra.

 

Quindi se telefonando ….. le chiediamo il suo numero diretto.

 

LA USB

dopo il risultato straordinario del 18 e 19 ottobre proseguirà, con rinnovata energia, a battersi contro le politiche di Austerity e il tentativo di affossare definitivamente la Pubblica Amministrazione.

 

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