Accordo sulla mobilità e comportamento antisindacale.

L’accordo sulla mobilità del 27.03.2007 prevede il preciso impegno da parte dell’Amministrazione di pubblicare ogni anno il bando per la mobilità interna del personale.

L’Amministrazione risulta assolutamente inadempiente visto che in questi tre anni e mezzo è stato indetto un solo bando di mobilità nazionale a fronte dei quattro interpelli previsti qualora avesse rispettato quanto stabilito nell’accordo.

Il 04 agosto u.s. si è tenuto un incontro al Ministero sulla materia. La RdB P.I. ha incalzato il Capo Dipartimento affinché desse qualche certezza alle tante lavoratrici e ai tanti lavoratori che da anni attendono di potersi ricongiungere ai propri familiari. Ancora una volta però nessuna risposta concreta ma solo tanta vaghezza.

Non è più tollerabile che l’Amministrazione si arrocchi su posizioni di totale discrezionalità anche quando gli accordi sono scritti “nero su bianco” mentre ai lavoratori si chiede flessibilità ed impegno. Ricordiamo all’Amministrazione che il rispetto delle regole non è un optional.

A tal proposito e relativamente alle applicazioni (art. 14 del predetto accordo) da tempo La RdB P.I.-USB denuncia l’abuso di questo strumento definito nell’accordo come “temporaneo ed eccezionale” ed invece utilizzato troppo frequentemente ed in maniera “disinvolta” per risolvere i problemi di carenza di personale. Infatti da un monitoraggio effettuato sul territorio nazionale si è appurato che in molteplici casi le applicazioni del personale non sono precedute dal previsto interpello, che l’informativa sindacale (preventiva e successiva) è gravemente carente, che le regole di par condicio non vengono rispettate con tutto ciò che ne consegue a danno del personale.

Se a tutto ciò aggiungiamo la beffa, così come disposto nella recente manovra finanziaria, del mancato rimborso delle spese sostenute da coloro che utilizzano il mezzo proprio, abbiamo chiaro quanto la situazione, già di per sé grave, sia diventata insostenibile.

Questa O.S. dopo vari e vani tentativi di ottenere il rispetto dell’accordo sulle applicazioni tanto in sede locale quanto in sede ministeriale è stata costretta a ricorrere al giudice del lavoro a Caltanissetta.

Il giudice del lavoro di Caltanissetta accogliendo il ricorso della RdB P.I. ha stabilito che l’Amministrazione locale in tema di applicazioni ha tenuto una condotta antisindacale pertanto ha disposto la rimozione del predetto comportamento e condannato il Ministero al pagamento delle spese processuali.

Un risultato importante che testimonia l’impegno di questa O.S. nella tutela delle lavoratrici e dei lavoratori.

La RdB P.I. ora più che mai, anche alla luce del nuovo ordinamento professionale che sta già creando seri problemi relativamente alle mansioni da svolgere, metterà in campo azioni di lotta e di tutela delle lavoratrici e dei lavoratori.

Lotta insieme alla RdB P.I. per impedire che il progetto di smantellare il servizio Giustizia e di annientare ogni forma di resistenza posto in essere negli ultimi anni venga portato a compimento e per rivendicare dignità diritti salario.

 

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