CHI DICE LA VERITA': IL MINISTRO O IL SOTTOSEGRETARIO?

Roma -

E’ emersa finalmente la verità.
E’ proprio il Ministro, On. Mastella, intervenuto questa mattina al dibattito presso il Tribunale di Torre Annunziata tra lavoratori e magistrati, a dichiarare che nonostante il DDL in discussione alla Commissione Giustizia della Camera, la riqualificazione del personale giudiziario non sarà per tutti.

“Bisogna attenerci ai dettami della Corte Costituzionale, che impone la riserva del 50% dei posti per i concorsi esterni”, ha dichiarato il Ministro.

            A questo punto chi ha ragione: il Ministro o il sottosegretario Li Gotti che non più tardi di qualche giorno fa, ha continuato ad insistere che la proposta di Legge 2873 garantirà la ricollocazione di tutto il personale?

            E’ paradossale:  un sottosegretario smentito dal suo ministro.

La RdB P.I. già dallo scorso novembre aveva intuito che la strada del disegno di legge intrapresa dall’Amministrazione di concerto con una parte della magistratura e di alcuni sindacati,  sarebbe stata un  gioco al massacro: l’”Ufficio del Processo”, ultima trovata per risolvere i malfunzionamenti dei tribunali, in cambio di una vaga promessa (non dovevamo riqualificarci già da luglio?) ai dipendenti.

            Oltre a fare ancora una volta le riforme sulla pelle dei lavoratori (maggiori carichi di lavoro, maggiori responsabilità in cambio di pochi euro!),  ora sappiamo dalle parole del Ministro  che attraverso il DDL non si riqualificherà la totalità del personale.

            Un anno passato dal protocollo d’intesa e quasi due anni trascorsi dall’insediamento del nuovo governo: questo è il solo risultato!

            E non è finita: della stabilizzazione dei quasi 1600 precari (ex LSU), siamo ancora in alto mare. La finanziaria passata imponeva la loro assunzione a tempo indeterminato entro il 2008 e, la nostra Amministrazione ancora accampa scuse sulla mancanza di posti e si affida al famoso DDL per trovare spazio a questi lavoratori precari.

            Alla favola della Pianta Organica che attualmente ha figure professionali in soprannumero  non crede più nessuno! Il personale che viene utilizzato in mansioni superiori senza il riconoscimento della qualifica, le carriere bloccate dai continui tagli e, lavoratori precari utilizzati per far fronte al blocco delle assunzioni, evidenziano l’esistenza di una pianta organica “burocratica” e una pianta organica “reale”: la prima è fonte di risparmio per il Tesoro, mentre la seconda è a carico dei lavoratori che, per senso di responsabilità, affrontano loro stessi i sacrifici per garantire un servizio il più dignitoso possibile che, serve a mantenere aperti gli uffici giudiziaria e a dare ai cittadini il diritto alla Giustizia.

            Diciamo BASTA alle strumentalizzazioni: trovare i modi, i tempi (e che siano celeri), affinché tutto il personale venga riqualificato ed i precari vengano finalmente stabilizzati (come stanno facendo nelle altre amministrazioni) è una questione di volontà politica che per noi lavoratori della giustizia non c’è, si maschera tale immobilismo con delle ridicole  scuse sulla  mancanza di fondi e sulle piante organiche insufficienti

Date ai lavoratori quello che loro hanno dato alla Giustizia in tutti questi anni con il loro lavoro, svolto in condizioni precarie, e con mezzi  scarsi ed obsoleti.

 

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Roma, 29.10.2007                                                       RdB P.I.-Esecutivo Giustizia

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