GIUSTIZIA: IL MINISTRO ALFANO RIFUTA L'INCONTRO CON I SINDACATI

Roma -

SCIOPERO DEL 5 DICEMBRE REAZIONE DOVEROSA A QUESTA INDIFFERENZA

'E’ da lungo tempo che la RdB-CUB P.I. denuncia lo sfacelo degli uffici giudiziari italiani, a cui anni di politiche sconsiderate hanno continuato a sottrarre risorse e personale, dove si lavora senza strumenti adeguati e in locali fatiscenti, che spesso non vedono applicate le più elementari norme di sicurezza', dichiara Pina Todisco, della Direzione nazionale RdB-CUB P.I..

Prosegue Todisco: 'Mentre le cronache di questi giorni, accantonando finalmente il comodo capro espiatorio del dipendente fannullone, danno conto delle ragioni per cui il Garante della Privacy mette il dito sulla piaga delle penose condizioni del Tribunale di Roma, o ci raccontano le carenze che determinano l’enorme arretrato di quello di Milano, il Ministro della Giustizia rifiuta il confronto con le organizzazioni sindacali, confronto che dal canto nostro abbiamo ripetutamente sollecitato'.

'Di fronte a questa indifferenza, unita alla inaccettabile decisione di una ulteriore diminuzione delle piante organiche, lo sciopero indetto per il 5 dicembre prossimo dalla RdB-CUB P.I.. è una reazione doverosa da parte dei lavoratori, che non intendono essere complici della distruzione definitiva della Giustizia', conclude la dirigente RdB-CUB.

Nel percorso di mobilitazione che condurrà allo sciopero del 5 dicembre proseguono in tutta Italia le assemblee dei lavoratori giudiziari: oggi a Vicenza e a Padova, domani 14 a Firenze, Alessandria e Bologna, il 17 a Milano e Verbania, il 18 a Busto Arsizio, Pinerolo e Saluzzo, il 19 a Brescia, il 21 a Genova e Cuneo, il 24 a Palermo, Brindisi e Verbania, il 25 a Siracusa, Novara e Lecce;il 26 a Vercelli, il 27 a Bari e Casale Monferrato, il 28 a Foggia; il 1 dicembre a Bari presso il Giudice di pace e a Novara, il 2 a Torino e Trani.

Dal 1 al 4 dicembre sono organizzate assemblee in tutti gli uffici giudiziari della capitale: Tribunale civile e penale, Cassazione, Corte d’appello, Ministero, Procura generale.

  

 

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