INTERPELLI DISTRETTUALI: Accordi come promesse da marinaio, presto fatti, presto dimenticati

Roma -

La circolare partita ieri dal Ministero della Giustizia a firma del direttore generale dell’O.G. e inviata a tutti i capi delle Corti di Appello e delle Procure Generali impartisce disposizioni circa la collocazione del personale amministrativo in organico agli Uffici soppressi: n pratica a partire dal 14 settembre 2013 tutti coloro che non hanno ricevuto comunicazioni di presa possesso entreranno automaticamente di diritto nell’organico dell’ufficio accorpante.

 

La USB P.I. durante la riunione del 24 luglio scorso, cui era presente anche il Ministro Cancellieri, nel proprio intervento aveva rappresentato la poca chiarezza e tempestività sulle procedure di interpello nonché le difficoltà ed il disagio manifestato da centinaia di lavoratrici e lavoratori utilmente collocati nelle graduatorie degli interpelli distrettuali ma che non avevano ricevuto alcuna comunicazione circa la presa di possesso.

 

A quelle affermazioni il capo dipartimento dell’O.G. rispose duramente attaccando la USB e tacciandola di dire un cumulo di sciocchezze in quanto tutte le procedure di mobilità si stavano svolgendo regolarmente. I fatti oggi smentiscono l’amministrazione pure.

 

La macchina messa in moto per gli interpelli distrettuali ha impegnato personale del Ministero e delle Corti di Appello è stata inutile si è solo perso tempo. Fatica sprecata!.

Per Noi della USB ogni promessa è debito e costituisce prima di tutto un obbligo morale nei confronti di coloro che rappresentiamo, evidentemente non è così per la nostra amministrazione e per i sindacati sottoscrittori che ormai da tempo ci hanno abituato alle tante “Promesse da Marinaio” ne citiamo solo alcune:

  • · l’accordo sui passaggi di livello dei 170 ausiliari;
  • · l’accordo sul FUA 2010-2011;
  • · l’accordo sugli interpelli distrettuali e nazionali;
  • · l’accordo pessimo sul C.I..

Il 13 settembre è alle porte e al caos che già grava sugli uffici giudiziari si aggiungerà quello relativo alla carente organizzazione degli accorpamenti.

E come al solito chi sta in trincea sono le lavoratrici ed i lavoratori amministrativi. E’ giunta l’ora di reagire ai soprusi e all’arroganza di questa amministrazione nonché alla compiacenza dei sindacati il cui silenzio è sempre più assordante.

Non è più tollerabile che la dignità, le esigenze, i diritti, del personale amministrativo giudiziario, ridotto ormai a lavorare in condizioni di schiavitù, siano sempre messi in secondo piano.

Tutto questo funge da corollario alle politiche di austerità, di taglio ai posti di lavoro, ai salari, alle pensioni, allo stato sociale, cui fa da contro altare l’opulenza e la ricchezza fatta risaltare nella trasmissione “Presa diretta” del 2 settembre, non disdegnata da “eminenti” sindacalisti.

Di fronte a tutto ciò c’è una sola scelta da fare: abbandonare CGIL, CISL e UIL costruire l’alternativa sindacale, rilanciare e praticare il conflitto in ogni luogo e la risposta non può che essere

lo sciopero generale del 18 ottobre

 

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