La violenza che affossa la protesta.

Roma -

L’altro ieri era un giorno importante per la Democrazia di questa Nazione, era un giorno nel quale i cittadini dimostravano attivamente di non essere sudditi/consumatori, un giorno nel quale poter tutti insieme gridare la propria/nostra indignazione.

La manifestazione ha ragioni cosi potenti da poter coinvolgere tutta l’Italia, compresi i timidi “moderati” , per questo nasce pacifica, non potrebbe essere diversa.

Le ragioni di questa protesta si trovano ogni giorno per strada, in fila al supermercato, tra le code nei CUP, alla Posta mentre si pagano bollette sempre più care, negli ospedali dove i ticket sono sempre più alti, nelle scuole oramai disastrate nei programmi e nelle strutture, nei tribunale e nelle carceri.

La protesta è potente perché ha potenti ragioni, fa paura al potere perché nasce dal basso, nasce dal disagio dell’uomo di strada, non da élite di intellettuali. Grazie ad un passa parola, grazie anche al sindacalismo di base (USB), la mobilitazione sta crescendo, si sviluppa e si diffonde fra la gente come una corrente di aria fresca, per scacciare il cattivo odore della corruzione, della mal politica, della cattiva gestione della cosa pubblica, dell’indifferenza di una classe dirigente inetta, incapace, arruffona, per combattere i banchieri senza scrupoli e l’Europa degli economisti.

Anche la USB Giustizia ha partecipato pacificamente a questa mobilitazione e ieri eravamo in piazza per dire basta ad un sistema che ci sottopaga e ci umilia, non solo come lavoratori pubblici, ma come cittadini e uomini.

L’altro ieri però un manipolo di persone si sono infiltrate tra migliaia di pacifici cittadini, con il solo scopo di delegittimare la protesta, dando l’alibi ai media e alla politica di distrarre l’attenzione dai veri problemi, scadendo nella solita cronaca nera.

Il nostro sindacato, non accetta la violenza come risposta efficace, pur credendo nella lotta e nella protesta. Condanniamo con forza gli atti di violenza di ieri, disconosciamo chiunque abbia a che fare con questo modo di pensare e di agire.

Gli hooligans sono fuori posto negli stadi, figuriamoci nelle piazze! La nostra paura è quella che ci possa essere una regia occulta dietro quello che è accaduto a Roma, speriamo di sbagliarci, ma sempre più spesso e con sempre più facilità, gruppi di sbandati, violenti si infiltrano con il solo scopo di allontanare le ragioni della protesta e per far prevalere la violenza. Questi facinorosi meritano di essere emarginati perché danneggiano il movimento e allontanano i cittadini dalla partecipazione.

Speriamo dunque in un futuro fatto di piazze stracolme di lavoratori, uomini dello Stato, di nonni, di mamme, di bambini, che senza violenza ma con una straordinaria caparbietà, tutti insieme per cambiare il proprio futuro, per il nostro avvenire. Dunque un invito a non cedere all’arroganza dei violenti, un invito ad riappropriarci delle piazze che sono nostre, non loro. Solo così potremmo avere una speranza concreta. 

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