LE RIFORME AVANZANO ED I LAVORATORI RIMANGONO SEMPRE PIU' SOLI

Il Ministro Alfano, in questi mesi ha dato ampia prova delle sue capacità e della dedizione al proprio incarico: prima con il Lodo Alfano, poi con la riforma del processo penale e civile quest’ultimo in vigore dal 4 luglio; successivamente con la legge sulle intercettazioni che solo per “rallentamenti istituzionali” non è stata approvata dal Parlamento; infine con il Decreto Sicurezza che istituisce il reato di clandestinità.

Siamo alle solite: ancora una volta in questo “tourbillon” di leggi e riforme, i lavoratori della Giustizia non sono mai stati menzionati eppure, questo proliferare normativo avrà pesantissime ripercussioni su di essi.

Infatti, ad esclusione del “lodo Alfano”, le nuove leggi comporteranno per il personale amministrativo:

 

la totale paralisi degli uffici del Giudice di Pace che non solo vedranno ampliato il valore e le materie del contenzioso a loro affidato, ma dovranno supportare, senza alcun aumento di personale e di risorse, l’impatto derivante dal “nuovo” reato di clandestinità i cui effetti devastanti ricadranno anche sugli istituti penitenziari già al limite del collasso.

riforme dei codici con l’ introduzione di nuovi riti e sovrapposizione del vecchio e nuovo per un lungo periodo; riforma del sistema delle notificazione degli atti, senza che vi siano stati preventivi investimenti informatici come previsti dalle leggi.

assoluta mancanza di formazione e aggiornamento professionale, peggio ancora nessuna informazione con circolari o altro. Meno male che esistono i giornali!.

 

E’ bene ricordare che nell’unica riunione svoltasi con il Ministro lo scorso 11 febbraio, egli ebbe a dichiarare che “nessuna riforma si sarebbe potuta attuare senza tenere in debito conto la soddisfazione ed il coinvolgimento dei lavoratori amministrativi”: purtroppo piaccia o no il coinvolgimento c’è, manca la soddisfazione!

 

Cambiano i governi ma le riforme a costo zero sulla pelle dei lavoratori rimangono; anzi con i pesanti tagli dei fondi e delle piante organiche introdotti con la legge 133/2008 dal manager-ministro Brunetta le condizioni peggiorano di gran lunga.

Questa è la realtà, non abbiamo ancora sentito una sola parola indirizzata al riconoscimento della professionalità dei lavoratori e al loro diritto alla carriera.

Questo è quello che la RdB P.I. sosterrà durante l’incontro fissato per il prossimo 10 luglio.

La RdB continuerà, come sempre fatto, ad essere al fianco dei lavoratori, a sostenere e difendere il diritto al salario, alla carriera, alla sicurezza, alla dignità sui posti di lavoro.

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