Lettera di un lavoratore sull'ipotesi di accordo per il nuovo contratto integrativo

 

Pubblichiamo di seguito le lettere che ci pervengono dai lavoratori in merito alla sottoscrizione dell'ipotesi di accordo sul contratto integrativo.

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Domenico Badalamenti  Cancelliere C1.

Ho letto l'IPOTESI DI ACCORDO STRACCIO (si, confermo straccio, perché tale è) del CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE INTEGRATIVO del personale D.O.G. e mi convinco sempre di più che abbiate firmato "ad occhi chiusi", senza leggerlo, come si fa con i contratti bancari o assicurativi, in fretta e furia.

 

Vi posso assicurare che ho un pochino di preparazione giuridica e mi pare che quanto sottoscritto, ad eccezione del punto 1, possa chiamarsi in qualsiasi modo tranne "contratto", secondo la definizione data dall'art. 1321 cod. civ. ("... accordo di due o più parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale").

 

Nei punti 2, 3, 4, 5, 6, si ripete incessantemente che ... l'Amministrazione si impegna ..."; ma fino ad oggi quanti impegni ha onorato l'Amministrazione? Pochi, pochissimi tendenti a zero, a cominciare dalla pubblicazione semestrale degli interpelli (dal 1998 siamo passati al 2007, e solo con pronunce giudiziali, l'Amministrazione ha dovuto eseguire i trasferimenti), nonostante ai sensi dell'art. 1372 c.c., il contratto abbia forza di legge tra le parti.

 

Cosa significa "l'Amministrazione si impegna a sviluppare un'azione politica diretta a rendere possibile ...". E' una frase classica in "politichese". Se l'Amministrazione avesse voluto intraprendere un'azione politica diretta a ... (non si configura - mutuandone la dicitura - neanche una ipotesi di tentativo, cosi come definito dall'art. 56 c.p., visto che quest'ultimo dice " ... atti diretti in modo non equivoco ..!!!), lo avrebbe già fatto nei venti - inutili - mesi già trascorsi in cui questo Governo è in carica. In poco meno di due anni abbiamo assistito ad "atti diretti in modo non equivoco a non risolvere il problema riqualificazione"!!!.

 

Cari signori siamo nel 2010 ed ancora pensate che ci possano abbindolare come i contadini di paese (del dopoguerra) dal politico di turno che parla, parla ed, ancora, parla, senza quagliare.

 

Certo, questa è coerenza: il ministro Alfano fino ad oggi ha sempre parlato; non si è mai seduto al tavolo delle trattative e non ha mai presentato un DDL (azione politica, per antonomasia) che riguardi il personale giudiziario. Il comportamento dell'Amministrazione è lineare; è davvero arduo sostenere il contrario!!!

 

Attualmente presso la Camera dei Deputati giace il DDL n. 1234, che riprende, sostanzialmente, il DDL Li Gotti, di cui, probabilmente, il ministro conosce l'esistenza; ma fino ad oggi costui è stato molto impegnato con il lodo Alfano, con il processo breve, con il legittimo impedimento e con tante altre cose che non riguardano affatto noi giudiziari.

 

Ai sensi dell'art. 1346 c.c., "l'oggetto del contratto deve essere possibile, lecito, determinato o determinabile".

 

I punti 2, 3, 4, 5 e 6 sono carenti di almeno uno dei suddetti requisiti; da ciò ne deriva la nullità ai sensi dell'art. 1418 c.c.

 

I contenuti dei punti suddetti al più possono essere inseriti in un protocollo d'intesa come impegno programmatico, come promesse!!!

 

Ma adesso esaminiamo i singoli punti.

 

Punto 1): mediocre. Prevede il solo passaggio all'interno delle aree, ma con la nuova classificazione (CCNL 2006/2009). Ci si accontenta di poco (A1, non sarà mai B1; B2 pronto per le udienze; B3 mai sarà C1; C1 mai sarà C2 - solo i C1S lo diventeranno; C2, a seguito del taglio degli organici, passeranno C3 quando saranno vecchi); gran bella conquista!!!

 

Punto 2): inutile. La ricomposizione, "in prospettiva e con i fondi necessari" (non c'è nessuna prospettiva e non ci saranno mai i fondi), delle figure professionali collocate tra più aree, non sarà più necessaria: con il CCI 2006/2009 (decorrenza 01.01.2006) da voi sottoscritto non esisteranno più figure professionali spalmate su due aree. Cosa bisogna ricomporre?

 

Punto 3): improduttivo. Quando annualmente si renderà libero qualche posto a seguito di passaggio tra le aree, bisognerà scomodare il Presidente del Consiglio dei Ministri per rimodulare gli organici. Perché il ministro - subito - non ha chiesto un deroga ai tagli imposti da Tremonti? Il Ministro Maroni due settimane addietro - a Brescia - ha annunciato che saranno assunte 18.000 unità tra le forze dell'ordine; il signor Alfano, invece, ha ubbidito - silenziosamente - all'ordine di tagliare gli organici!!!

 

Punto 4). dannoso. Con il FUA annualmente ci si assicurava una somma media di 1.000-1.300 euro nette (in estate) in unica soluzione, che ti dava un po' di respiro. Con i passaggi economici ci si assicura una somma di 50,00 euro medie mensili, che moltiplicati per 12 mesi ammontano a 600,00 euro, spalmati mensilmente, che spariscono senza accorgertene!!! Il resto del FUA andrà ad incrementare le indennità, soprattutto di udienza; e gli altri? Le indennità vanno pagate a parte, non con il FUA.

 

Punto 5): aria fritta. L'amministrazione si impegna (si impegna sempre; peccato che non mantenga mai) a sviluppare ... (bla, bla, bla, bla) ... destinare al FUA parte del FUG. C'è già un DDL che dorme in parlamento e nessuno osa svegliarlo!!!

 

Punto 6): fregatura. "L'Amministrazione si impegna ad attivare (e sono certo che lo farà con velocità supersonica) le procedure di flessibilità ..."

 

Ma non ho finito.

 

Anche nei considerando c'è qualcosa che non va.

 

Forse il Sen. Caliendo non ricorda (ma non essendo un giudiziario è giustificato, anche se chi ha predisposto la bozza avrebbe dovuto informarsi) e neanche le parti che hanno sottoscritto l'accordo, che il personale giudiziario ha avuto l'ultimo riconoscimento, su larga scala, con la legge 312 del 1980 (salvo per alcuni - circa il 25% - la progressione A1S; B3S; C1S; C3S). Anche in matematica sono un pochino preparato e credo che dal 1980 ad oggi siano passati più dei dieci anni indicati nel 4° considerando!!!

 

L'ultimo punto della premessa avrebbe dovuto portare la seguente dicitura: "Ritenuto che l'Amministrazione non ha alcuna volontà di realizzare nell'immediato (e neanche nel futuro prossimo o lontano), in un'unica soluzione o in modo frazionato (semplicemente non interessa), la ricomposizione nell'area superiore dei profili collocati su due aree e considerato che un po' di vuoti in organico sono stati colmati con l'assunzione di molti Cancellieri C1 (provenienti dal concorso per Ufficiale Giudiziario C1); con la stabilizzazione (attraverso una farsa di concorso con tutti promossi!) di 1585 unità, con la mobilità; con i comandi; con tante altre modalità, etc. etc" ... CONVENGONO QUANTO SEGUE ...

 

Cari colleghi, non conosco quale interesse abbia potuto spingerVi alla sottoscrizione di quella COSA (non oso neanche definirla), ma certamente è un passo - irreversibile - verso il dirupo. I miei limiti non mi consentono di capire cosa significa, in relazione alla figura del cancelliere B3, quale sia la - sbandierata - restituzione della dignità e della funzione, se nella COSA da Voi sottoscritta non compare più, tra le mansioni espletate, quelle che espressamente si richiamano al cancelliere, così come previsto nel CCI del 2000?

 

Ma avete letto prima di firmare? Siete difensori dei diritti dei lavoratori o avversari? Ho notizia dell'inizio delle cancellazioni dei vostri iscritti; nei prossimi giorni inizierà l'emorragia delle revoche di delega; forse non ne percepite la portata!!!

 

Un, poco cordiale, saluto ed un invito a riflettere.

 

 

 

 

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