TORINO: La RdB dice basta allo sfruttamento dei lavoratori

Gli amministrativi decidono lo stop agli straordinari

"Altro che fannulloni qui lavoriamo gratis"

di RAPHAËL ZANOTTI (Tratto da la stampa dell'undici dicembre)

 

Torino -

 Torino - Niente più straordinari, astensione da tutto ciò che non è obbligatorio, attività ridotta all’osso. Che poi tanto all’osso non è considerato che, in media, i cancellieri arrivano a compiere 300-350 ore di straordinario l’anno. «Anche se non ci vengono pagate - dicono le rappresentanze sindacali unitarie - Altro che fannulloni, noi lavoriamo gratis e questo la gente lo deve sapere, Brunetta o non Brunetta».

Sembra che il punto di rottura sia arrivato. Il personale amministrativo del tribunale di Torino è in stato d’agitazione. Dal 2 gennaio partirà una specie di sciopero bianco: il personale lavorerà solo le ore previste. Punto. «La situazione è drammatica - dice Franco Graziani, cancelliere della IV sezione penale e rappresentante delle Rdb Cub - Non c’è più personale, l’ultimo concorso è stato bandito 10 anni fa, il più giovane di noi ha 42 anni e quelli che vanno in pensione non vengono rimpiazzati». Così, se nel 2001 il personale di cancelleria contava 487 unità (con 35 ex Lsu), oggi siamo arrivati a 356 (con 28 ex Lsu). «Ma il carico di lavoro è rimasto lo stesso, se non addirittura aumentato» dice Giovanni Staiano, cancelliere della V sezione e rappresentante Cgil. Un esempio? Nel 2001 le sezioni penali avevano 5200 nuovi fascicoli iscritti, oggi siamo a 8000. Per star dietro a questa mole di lavoro è necessario fare dello straordinario. «Ma noi lo facciamo preventivo - racconta Piera Rolla, cancelliere responsabile della sezione diritto industriale e rappresentante Cisl -. A inizio anno ci viene chiesto di svolgerlo, i trasferimenti dallo Stato arrivano a novembre e così, c’è gente che ha accumulato fino a 400 ore di straordinario. Peccato che poi dagli uffici paga ci spiegano che ne possono pagare solo una parte, tra il 20 e il 40%. In pratica, lavoriamo gratis».

La sezione Gip non è messa meglio. Dal 2001 ha perso il 35% del personale. «E dobbiamo garantire il servizio per i detenuti 365 giorni l’anno - spiega Immacolata Esposito, cancelliera addetta alle spese processuali e rappresentante Rdb Cub - Dal 2 gennaio non daremo più la disponibilità volontaria per il sabato pomeriggio, la domenica e i festivi. Se c’è da coprire un servizio dev’essere la dirigenza a stabilire le priorità». In pratica, ogni attività volontaria è abolita. La minaccia è quella di un blocco del tribunale, o almeno un forte rallentamento. È inutile che i giudici emettano tonnellate di sentenze se poi non c’è nessuno che le fa eseguire. «Già ora stiamo eseguendo le condanne che risalgono al 2006 - spiega ancora la Esposito - ma gli armadi sono piene di quelle di assoluzione. Purtroppo le prime vengono prima, così il cittadino innocente è costretto ad attendere anche anni prima di vedersi cancellata l’imputazione dal carico delle pendenze».

Pochi soldi e niente futuro. «Lavoro da 33 anni e non ho mai avuto la possibilità di partecipare a un concorso interno - dice Mimmo Porcaro, coordinatore della prima sezione penale -. È ora di cambiare».

 

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