#USB_GIUSTIZIA Chiusura giudici di pace ed interpello, la USB chiede un incontro al Ministro.

Roma -

L’imminenza della chiusura dei circa 650 Uffici del Giudice di Pace così come previsto dal d.lgs. n. 156/2012 impone, al di là di tutte le altre considerazioni, una seria riflessione per quanto attiene le ricadute che esso avrà sia sul personale che sull’organizzazione del servizio Giustizia.

 

A tutt’oggi nessuna convocazione è giunta alle OO.SS. per affrontare il problema e risolvere le problematiche legate alla mobilità del personale presente nei predetti uffici nonché per rimuovere tutte le criticità relative agli spazi, ai fascicoli e quant’altro riguardi la situazione.

 

La recente esperienza con le sezioni distaccate accorpate ha evidenziato la miopia con la quale l’Amministrazione ha proceduto omettendo preventivamente di operare una seria ed approfondita analisi dell’impatto che la effettiva applicazione avrebbe avuto sugli uffici accorpanti ed i problemi causati ai lavoratori ed alla cittadinanza.

 

Cosa ancora più grave le lavoratrici ed i lavoratori presenti negli uffici sopprimendi ancora oggi non sanno come e dove verranno allocati, soprattutto alla luce di quanto disposto dall’ art. 4 comma 2 che prevede la rassegnazione in misura non inferiore al 50 per cento del personale ivi in servizio, alla sede di Tribunale o Procura limitrofa, mentre il restante sarà destinato all’Ufficio del Giudice di Pace accorpante.

 

E’ necessario definire e confrontarsi sui criteri da adottare rispetto al personale non vincitore di interpello conciliando le loro esigenze con quelle del servizio e definire le percentuali di cui al d.lgs. n. 156/2012.

 

La USB P.I. – Giustizia ribadisce che in gioco ci sono le vite di migliaia di persone, pertanto il notevole ritardo sulla tabella di marcia, impone uno slittamento del termine di scadenza.

 

In ogni caso, auspicando si faccia tesoro degli errori del passato, occorre che l’Amministrazione convochi con tempestività le OO.SS. per analizzare la questione in tutte le sue sfaccettature per evitare i disagi ed i disservizi già rilevati ed evidenziatisi con il recente accorpamento delle sezioni distaccate di Tribunale e dei 30 Tribunali con relative Procure.

 

Inoltre, laddove i Comuni anche consorziandosi tra loro hanno chiesto il mantenimento degli uffici del Giudice di Pace accollandosi le spese di funzionamento, è necessario valutare l’opportunità che sia personale non in organico all’Amministrazione della Giustizia a svolgere attività precipue degli ausiliari del Giudice. La presenza di personale estraneo all’Amministrazione mal si concilia con le funzioni attribuite al personale giudiziario le cui competenze, responsabilità derivano direttamente dalla legge: gli adempimenti preparatori delle cancellerie garantiscono il buon esito del lavoro del giudice e quelli successivi conferiscono esecutività ed efficacia a tali atti e la stessa presenza del cancelliere in udienza costituisce atto di garanzia rispetto al processo.

 

L’occasione sarà utile anche per definire i criteri da adottare per garantire la permanenza di personale negli Uffici ripristinati con il recente d.lgs. n. 14 del 19 febbraio 2014 nonché del personale in forza alle sezioni distaccate cui sono state concesse le deroghe di legge e che dovrebbero prendere possesso il 17 marzo 2014 in quanto vincitori di interpello.

La USB P.I. – Giustizia coglie l’occasione per richiedere uno specifico incontro sull’interpello nazionale che tenga conto di tutti i posti disponibili in organico e che possa ridare speranza a quanti da anni aspirano a ricongiungersi alle proprie famiglie ed ai propri cari nella massima trasparenza e fuori da logiche clientelari.

 

In attesa di un sollecito riscontro e incontro si porgono cordiali saluti.

 

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