A Roma. Assemblea per discutere la grave situazione degli Uffici giudiziari e gli effetti della destrutturazione della Pubblica Amministrazione

Roma -

Finalmente alla ribalta delle cronache dei giornali esplode oggi il bubbone Giustizia: la situazione del Tribunale di Roma altri non è che la punta dell’iceberg rispetto a ciò che le RdB-CUB P.I. denunciano ormai da 10 anni a questa parte.

Denuncia rimasta fino ad oggi inascoltata, che intendeva di lanciare un grido d’allarme sul lento e progressivo degrado di un servizio fondamentale per cittadini per il paese. Nel corso degli anni alle inaugurazioni degli Anni Giudiziari sono stati  sciorinati numeri e tabelle, ma nessuno mai ha affrontato il vero nodo del problema che oggi sta emergendo in tutta la sua drammaticità.

Innanzi tutto inadeguatezza dei mezzi, evidenziata in modo tragicomico da un Ministero che oggi cerca disperatamente degli sponsor per fornire carta e penne;  strumenti informatici obsoleti la cui gestione è affidata, in larga parte, a ditte esterne con personale precario e sottopagato; lavoro in locali pericolanti e inidonei; manchevolezze nella messa in sicurezza degli impianti; scarsa attenzione alla salute dei lavoratori; riduzione del personale sempre più mortificato e demotivato.

Problematiche che dovrebbero essere note a tutti e possono essere riassunte in poche parole: invece di investire nella Giustizia, in questi anni sono state scientemente tagliate risorse preziose per il buon funzionamento della stessa. Tutte le riforme introdotte nel corso dell’ultimo decennio - tutte annunciate come la giusta soluzione alla mala giustizia - sono naufragate miseramente perché tutte macchiate lo stesso peccato originale del  costo zero. Non si sottrae a questa logica la riforma in cantiere de “l’Ufficio per il Processo” . E’ troppo facile prevederne la sorte.

Il degrado della Giustizia è dunque stato determinato da una volontà politica e non può essere in nessun modo fatto ricadere sulle spalle dei lavoratori. Lavoratori che fino ad ora hanno tamponato con grande responsabilità e spirito di sacrificio la situazione oggi, però, non è più possibile.

I lavoratori del tribunale di Roma si riuniranno martedì 30 gennaio, dalle ore 10 alle 13 in un’assemblea aperta a tutti, per discutere della grave situazione in cui versano tutti gli Uffici Giudiziari d’Italia, ed in particolar modo di Roma, e per contrastare ogni tentativo di attribuire qualsiasi tipo di responsabilità agli operatori della Giustizia di cui si intende denunciare le vere responsabilità.

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