Lettera aperta sugli effetti della legge di revisione della geografia giudiziaria

Con la soppressione dei circa 1000 uffici giudiziari previsti dai decreti legislativi 155 e 156/2012 si dà piena attuazione a quanto previsto nella Legge n. 148/2011, conseguentemente migliaia di lavoratrici e lavoratori della giustizia sono coinvolti nel processo di mobilità sia volontaria che coatta.

Forse non è chiaro a molti che questo processo comporterà un vero e proprio terremoto per il personale giudiziario in quanto gli effetti conseguenti agli spostamenti non sono palesi ma molto subdoli.

L'amministrazione con un colpo di mano e, con l'accordo dei sindacati complici, ha garantito, a circa 1300 distaccati per motivi diversi da quelli tutelati dalle leggi, la permanenza nelle sedi attuali alla faccia di tutti coloro che da anni aspirano a ricongiungersi con le loro famiglie ed i loro affetti. sia chiaro che non abbiamo nulla contro costoro, vorremmo solamente che tutti fossero messi nelle stesse condizioni e che non ci fossero "figli e figliastri".


Al danno si aggiungerà la beffa, infatti oltre a subire trattamenti diversi questi posti saranno sottratti agli interpelli nazionali, quando e se ci saranno. Cosa dire di tutti coloro che avrebbero voluto spostarsi in uffici diversi della stessa città? anche loro tagliati fuori.

Cosa succederà all'esito degli interpelli e della mobilità coatta per coloro che si collocheranno in sovrannumero negli uffici accorpanti a seguito della revisione delle piante organiche prevista, con provvedimento del Ministro della Giustizia, entro il 31 dicembre 2012?.

Rimarranno in quella sede oppure su di loro ricadrà la mannaia dei processi di mobilità di competenza della Funzione Pubblica per effetto della legge Brunetta e della spending review?. E chi garantisce che la mannaia della mobilità non colpisca indiscriminatamente tutti i lavoratori di quel determinato ufficio a prescindere dagli ultimi arrivati visto che i criteri li stabilirà la Funzione Pubblica?.

L'amministrazione su questa materia non ha saputo né voluto garantire alcunchè durante la riunione sulla mobilità dichiarando che non ha la "palla di vetro".

Ecco perchè Nessun dorma in questo contesto.


La USB su questi temi nei prossimi giorni indirà assemblee provinciali e/o regionali per poi arrivare ad un'assemblea nazionale, contro la soppressione degli uffici giudiziari, contro la mobilità selvaggia, contro le politiche clientelari in atto, contro lo sfascio della Giustizia e dei pubblici servizi.

Diciamo basta alle politiche clientelari, basta a firmare accordi a perdere, basta doversi accontentare, basta alla svendita dei diritti per poi essere successivamente chiamati,in maniera strumentale, a scendere in piazza oppure a ricorrere al giudice.

Purtroppo la coerenza non è il forte di questi sindacati.

Con la USB P.I. in piazza per rivendicare diritti, legalità, dignità, salario.

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