POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA: PUBBLICITA' PROGRESSO

Roma -

Nel Decreto Legge 193/2009 del 29 dicembre all’articolo 4, è contenuta una vera e propria rivoluzione per il sistema giustizia. L'articolo, rubricato "Misure urgenti per la digitalizzazione della giustizia", prevede, tra le altre cose, che:

 

 

 

• Nel processo civile e nel processo penale, tutte le comunicazioni e notificazioni per via telematica si effettueranno, nei casi consentiti, tramite Posta Elettronica Certificata (PEC).

 

• Viene modificato l’articolo 51 del D.L. 112/2008, poi trasformato in legge 133/2008, “Le comunicazioni e notificazioni ex art. 170, comma 1 c.p.c. e ex art. 192, comma 1, c.p.c. e ogni altra comunicazione al consulente sono effettuate all’indirizzo di PEC comunicato dall’ordine.

 

• Allo stesso modo si procederà per le notificazioni a persona diversa dall’imputato ex art. 148 c.p.p. comma 2 bis, 149, 150, 151 comma 2, c.p.p.

 

• Viene introdotto un articolo 149-bis (Notificazione a mezzo posta elettronica) al c.p.c. dove si regolamenta la notificazione via PEC anche del documento originariamente analogico.

 

Non ultima, la circolare 1/2010/DDI del dipartimento per la digitalizzazione della PA, presso Presidenza del Consiglio, che impone il collegamento dei sistemi di protocollo informatico e di gestione documentale a sistemi idonei a ricevere e trasmettere documenti sia con posta elettronica semplice e sia con PEC.

 

 

 

Se si investisse in modo serio sulla PEC, connessa alla firma digitale, si potrebbe realizzare effettivamente quell'amministrazione digitale di cui tanto si parla, al contempo sarebbe logico e doveroso informare adeguatamente il personale circa le misure di sicurezza che si intendono adottare per garantire un sistema efficiente e sotto continuo controllo e monitoraggio.

 

 

 

Le tematiche della sicurezza, impongono inevitabilmente una forte sensibilizzazione del personale sulle piattaforme che vengono utilizzate. Sensibilizzare, formando il personale dell'Amministrazione, significa affrontare le problematiche di vulnerabilità che contraddistinguono ogni innovazione tecnologica dando risposte e rassicurazioni certe. Apparentemente ed in pratica l'operatività che richiede l'adozione della PEC è alquanto semplice ed intuitiva.

 

E' particolarmente complessa invece, l'infrastruttura che c'è dietro, ed è indispensabile conoscerla allo scopo di rendere gli operatori effettivamente consapevoli degli strumenti che utilizzeranno e dei rischi e delle responsabilità richieste.

 

 

 

Le norme per una giustizia digitale ci sono finalmente, e sono le più belle del mondo, qualcuno, però, si è ricordato di avvertire e formare i lavoratori, di preoccuparsi di far funzionare i sistemi, computer e server come richiederebbe un innovazione di questo tipo? Di assumere nuovi informatici, visto l'esiguo numero dei presenti, di cui molti svolgono compiti di assistenza sistemistica. Di assumere nuovi analisti di organizzazione visto che i flussi di lavoro verranno pesantemente modificati?

 

A tutto questo l'Amministrazione risponde con il silenzio assoluto, saranno i lavoratori, in perfetta solitudine, come nel passato, che dovranno auto istruirsi sui nuovi codici, confrontarsi con i nuovi software, rischiare in prima persona se qualcosa non funziona. Ma tant'è.

 

Di annunci roboanti oramai siamo abituati, ma dietro essi non c'è nulla, come diceva un insuperabile Robert De Niro nel film gli intoccabili “solo chiacchiere e distintivo”.

 

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