TRIBUNALE DI ROMA: LA USB P.I. DICHIARA LO STATO DI AGITAZIONE

La USB P.I. ha abbandonato la riunione tenutasi con la dirigenza del Tribunale di Roma il 24 marzo 2011 e ha proclamato lo stato di agitazione del personale. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la determinazione unilaterale adottata in materia di part time: revocato alla quasi totalità dei lavoratori che attualmente ne fruiscono.

Questo episodio si inserisce in un contesto in cui già da tempo la dirigenza emette provvedimenti poco rispettosi degli impegni precedentemente assunti con le organizzazioni sindacali e, in alcuni casi, del vigente ordinamento professionale.

La grave carenza di personale nel Tribunale di Roma appesantisce ancora di più le condizioni lavorative ma nonostante ciò lo sforzo del personale per assicurare un servizio all’utenza efficiente non conosce limiti.

Ma il Presidente e la Dirigente del Tribunale di Roma sembrano non accorgersene e continuano imperterriti a infierire sui lavoratori chiedendo sempre di più, calpestando i loro diritti e la loro dignità.

La USB da tempo ha richiesto un incontro con l’Amministrazione per segnalare alcune criticità che creano forti situazioni di stress psico-fisico tra i lavoratori e ne compromettono seriamente la salute ed anche per protestare energicamente per il mancato rispetto degli impegni assunti su alcune questioni.

Infatti la formazione del personale impiegato in nuove funzioni (operatori ed assistenti) doveva riguardare sia la teoria che la pratica, mentre nella realtà ci sono stati solo dei semplici affiancamenti in udienza; gli operatori giudiziari hanno dovuto assicurare la chiamata in udienza anche per cinque giorni consecutivi in una sola settimana; gli assistenti giudiziari sono stati costretti ad andare in udienza prima che passasse l’anno e addirittura gli è stata richiesta l’esecuzione di eventuali provvedimenti sulla libertà personale, attività indiscutibilmente attribuite alla competenza delle professionalità superiori; l’utilizzo in mansioni proprie ed improprie di tutto il personale non rispettando il nuovo ordinamento professionale.

Ancor più grave è l’inerzia dell’Amministrazione sulle numerose segnalazioni della USB P.I. e dei lavoratori che subiscono quotidianamente la pressione di avvocati e degli utenti, con episodi che spesso sfociano in aggressioni non solo verbali.

Se il governo continua a considerare la Pubblica Amministrazione un bancomat dal quale attingere tagliando sulle risorse per il funzionamento dei servizi e sul personale, privatizzando pezzi importanti della Giustizia, sfruttando i cassa integrati e il personale esterno ai ruoli dell’amministrazione; dai Responsabili del Tribunale di Roma ci saremmo aspettati una maggiore attenzione e sensibilità nei confronti di chi quotidianamente con il proprio sacrificio personale permette a questa barca che fa acqua da tutte le parti di non affondare.

Ebbene l’atteggiamento assunto dall’amministrazione non è più tollerabile e richiede una risposta forte da parte di tutti i lavoratori.

Il ruolo dei lavoratori amministrativi è centrale per l’Amministrazione della Giustizia affermalo con forza e convinzione partecipando alle iniziative di lotta che la USB P.I. metterà in campo a difesa dei diritti e della dignità.

E’ ora di dire basta Con la USB si può

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